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Attualità giovedì 29 luglio 2021 ore 10:00

OMA e Vicario all'anfiteatro con "Bambine ribelli"

Alle 21,15 di mercoledì 4 agosto il nuovo appuntamento di Arezzo SMART Festival per la regia di Francesco Frangipane e la direzione musicale di Enrico Fink



AREZZO — Mercoledì 4 agosto il nuovo appuntamento di Arezzo SMART Festival. Nella spettacolare scenografia offerta dall'Anfiteatro Romano, saliranno sul palco Margherita Vicario e l'Orchestra Multietnica Aretina, con “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, a cura di Officine della Cultura, Fondazione Guido d'Arezzo e La Filostoccola.

Lo spettacolo, sul palcoscenico con la regia di Francesco Frangipane e la direzione musicale di Enrico Fink, vedrà interagire le straordinarie donne descritte dai volumi delle “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli” con gli intrecci musicali dell’OMA e le canzoni originali di Margherita Vicario. Tra i testi anche “Abaué (Morte di un Trap Boy)”, presentato recentemente sugli schermi RAI in occasione del concerto del Primo Maggio e una tra le tracce dell’ultimo disco della cantautrice romana, “Bingo”.

Il progetto, ideato e promosso da Argot Produzioni, Officine della Cultura e Progetto Goldstein in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini, nasce come riflessione sulla figura femminile, indagando come lo sviluppo possa essere un momento chiave per la costruzione e definizione dell’identità femminile e come un sogno possa essere inseguito al di là di qualsiasi confine: sociale, culturale e geografico.

Riflessione attenta che non poteva non far parte della prima edizione di un festival a firma Officine della Cultura, in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo e La Filostoccola, con uno tra i suoi progetti artisti più longevi, l’Orchestra Multietnica di Arezzo, che ha portato il nome della città ben oltre i suoi confini geografici. Oltre a questo il progetto entra nel vivo di un tema centrale della nostra società, il fenomeno migratorio nei cui numeri dominano le donne “anche se se ne parla poco” come scrive Elena Favilli. Non dunque donne super eroine, non donne che emulano i percorsi degli uomini ma figure femminili capaci di intraprendere nuove e personali strade di sviluppo e di crescita all’interno della società civile, al di là di qualsiasi pregiudizio legato all’etnia, al colore, al linguaggio. Voci di rottura dal forte impatto mediatico per rafforzare l’idea che il bisogno di raccontare storie al femminile è centrale all’interno del panorama culturale nazionale e internazionale, coinvolge tutti, indistintamente dal genere sessuale e dalla provenienza geografica ed è un percorso da fare passo dopo passo, nella quotidianità del presente, con il gioco, l’ironia e la passione di un’artista d’eccezione: Margherita Vicario.

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