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Attualità domenica 13 giugno 2021 ore 22:02

Open Day: code, numeri e PM per mantenere l'ordine

Anche oggi centinaia di persone in attesa fino dal pomeriggio. Allestite due file separate e distribuiti i numeri. Tantissime persone rimaste senza dose



AREZZO — Anche oggi, nonostante la domenica e il gran caldo, la chimera di riuscire a vaccinarsi evitando la prenotazione e l'attesa del proprio turno hanno attirato centinaia di persone fuori dall'hub vaccinale di Arezzo Fiere e Congressi. Fino dalle 14 la gente ha iniziato a mettersi in coda e l'azienda sanitaria ha ideato un nuovo metodo per evitare le discussioni e gli animi caldi che si erano verificati nei giorni scorsi, costringendo all'intervento delle forze dell'ordine.

Era comunque una giornata di vaccinazione normale, con già centinaia di appuntamenti fissati da tempo, ma non è stato niente di diverso dal solito. I cittadini arrivavano come sempre alla spicciolata, in anticipo rispetto agli orari stabiliti ma senza stare troppo a lungo in coda. Dal primo pomeriggio invece ha iniziato a crearsi autonomamente una fila separata: quella delle persone che volevano cercare, dopo le 20, di ricevere la propria dose. Teoricamente l'Open Day sarebbe stato riservato agli ultra 60enni, ma sono talmente pochi quelli della fascia d'età che si presentano, che decine e decine di persone di altre categorie hanno potuto farsi inoculare il vaccino.

L'azienda ha ideato un nuovo metodo, subito copiato e anticipato dalle persone, che hanno iniziato a scriversi un numero progressivo sulle mani, sulle braccia o su foglietti di carta, in modo che la lunga fila che attendeva l'apertura delle 20 fosse ordinata e senza discussioni. L'azienda, poco prima delle 19, ha iniziato a distribuire, seguendo la numerazione autoassegnata dalla gente, i veri numeri che avrebbero dato accesso all'hub. Molti meno però delle centinaia di persone che in tutto il pomeriggio si erano incolonnate.

La numerazione dell'azienda ha lasciato comunque spazio agli ultra 60enni che si sarebbero potuti presentare all'ultimo momento, distribuendo numeri in più di riserva per non sprecare le dosi. Ma visti i precedenti di animi troppo caldi dei giorni scorsi, il responsabile Marraghini aveva chiesto al comandante della PM Poponcini di avere agenti di supporto. Una misura che, per fortuna, stasera è andata in scena ma non è servita. Al momento della distribuzione dei veri numeri che avrebbero garantito la vaccinazione, una pattuglia della Polizia Locale era presente ed ha verificato che tutto si svolgesse senza problemi. Purtroppo per molte delle persone che hanno trascorso il pomeriggio in coda, le dosi disponibili erano come detto molte meno. Più della metà delle persone ha quindi dovuto tornare a casa senza aver ricevuto il vaccino, in attesa di un prossimo Open Day o per passare alla normale prenotazione di un appuntamento.

C'è comunque, per fortuna, grande richiesta di vaccini. Forse l'arrivo dell'estate e l'approssimarsi del periodo delle vacanze stanno facendo la loro parte nel convincere la gente a farsi inoculare il siero, ma è molto probabile che sia anche l'abbassarsi dell'età di chi può proteggersi a stimolare la grande corsa alla vaccinazione. E' ormai da tempo infatti, che i responsabili dell'azienda sanitaria e lo stesso direttore D'Urso stanno appellandosi ai 60/70enni, la categoria di età più a rischio e, è statistica ormai conclamata, che ha fino ad oggi sfruttato meno delle altre la possibilità di mettere al sicuro se stessi e i propri cari vaccinandosi.

Giulio Cirinei
© Riproduzione riservata

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