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Cronaca mercoledì 07 ottobre 2020 ore 11:46

"Ricavo" stronca il traffico di coca in Valdarno

Arrestate oltre 20 persone durante tutta la durata dell'operazione condotta dai Carabinieri. Il procuratore Rossi dichiara "guerra" allo spaccio



AREZZO — "Noi non abbassiamo la Guarda". Questo è il messaggio chiaro e determinato che il procuratore capo Roberto Rossi manda al mondo dello droga e dello spaccio aretino.

Stamani si è conclusa "Ricavo" l'operazione dei Carabinieri che ha smantellato una "lucrosa" filiera di traffico di droga in Valdarno.

Arrestate 9 persone (6 in carcere e 3 con l'obbligo di dimora), quasi tutte italiane residenti nella vallata che rifornivano con costanza e meticolosità i consumatori di cocaina e marijuana da Levane a Figline. 

L'operazione, partita nel marzo del 2018 ha avuto origine proprio dal monitoraggio sul territorio. Pattuglie in servizio che hanno notato i movimenti, acquisito indizi, prove che hanno portato al grande blitz di questa notte.

Nel corso del tempo sono finite in manette 20 persone sia per spaccio che per furto aggravato. 

Proprio sul fenomeno della microcriminalità, derivata dallo spaccio di sostante stupefacenti, il procuratore capo punta il dito. Sottolinea come ci sia grande richiesta di droga ma ribadisce che le Forze dell'Ordine e l'ufficio della Procura non intendono mollare la presa. "Se gli spacciatori tornano, allora torniamo anche noi. Non permetteremo la diffusione di questo fenomeno ma lo combatteremo colpo su colpo. Pressione costante e repressione di questi fenomeni. Non cederemo mai il campo" - conclude Roberto Rossi.

Parole chiare e forti che indicano come la Procura aretina abbia dichiarato guerra alla droga e al degrado che ne consegue.

Quella del Valdarno non era una vera e propria organizzazione ma un gruppo di spacciatori, dove spiccava la figura di un 52enne gi noto alle Forze dell'Ordine. Il soggetto, con un passato "tormentato" alle spalle, da alcuni anni sembrava tornato sulla retta via tanto che aveva collaborato con gli inquirenti in alcune operazioni. Ma la "redenzione" è durata poco e questa operazione si è concentrata proprio su di lui.

Residente in una zona abbastanza isolata, dove la sostanza stupefacente poteva essere facilmente nascosta, riceva pure i clienti presso la sua abitazione.

Il "modus operandi" degli spacciatori prevedeva la fornitura costante e prolungata nel tempo ad un numero ristretto di consumatori che andava a rifornirsi con cadenza anche bisettimanale. Oltre all'abitazione del soggetto più in vista, per la cessione della droga venivano utilizzate anche due attività commerciali adesso chiuse: una pizzeria ed un bar. I consumatori si "mischiavano" tra i clienti e, oltre a consumare, si portavano a casa anche il "pacchettino di coca o di erba". 

Singolare anche il metodo per trasportare la droga, che veniva spostata dai singoli soggetti accompagnati anche da donne o minori per dare meno nell'occhio.  

Durante la durata di questa attività di monitoraggio e investigazione, coordinata dal comandate della compagnia di San Giovanni Valdarno, Davide Millul, sono stati effettuati sequestri di droga e contanti. Proprio il notevole giro di soldi ha dato il nome all' operazione "Ricavo". In un'occasione, a casa del 52enne, sono stati trovati quasi 100mila euro in vari tagli

I Carabinieri continuano ad indagare per risalire alla fonte di approvvigionamento che potrebbe essere un canale albanese, visto che uno degli arresti di questa notte è stato effettuato proprio nel Paese dei Balcani.


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Operazione "Ricavo" blitz antidroga Valdarno
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