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Attualità mercoledì 29 giugno 2022 ore 15:31

Saldi, gli aretini spenderanno 186 euro a famiglia

Queste le previsioni della Confcommercio che vede una ripresa del mercato dei ribassi. Ma ci sono delle regole da rispettare, quali sono



AREZZO — "Abbiamo buone attese per i saldi estivi: il caldo di questi giorni e il ritorno alla normalità pre-pandemia dovrebbero spingere in alto gli acquisti. Ma pesa l’incognita sulla propensione di spesa delle famiglie, spaventate dal caro-bollette e dallo spettro di nuovi aumenti delle materie prime in autunno”. 

Paolo Mantovani, presidente regionale di Federazione Moda Italia -Confcommercio Toscana, prova a delineare una previsione sull’andamento delle vendite di fine stagione dell’estate 2022, che in tutta la Toscana inizieranno sabato 2 luglio. 

“La partenza di sabato vedrà uno sprint soprattutto nelle località di mare, nelle città dell’entroterra come Arezzo sarà invece la presenza di turisti a fare la differenza”, prosegue il presidente dei dettaglianti toscani di abbigliamento e calzature, che è anche presidente provinciale aretino della categoria. 

“Lo scontrino medio sarà forse un po’ più alto dello scorso anno, quando è stato di 180 euro a famiglia (78 a persona) perché si sono moltiplicate le occasioni di incontro e di socialità che invitano a rinnovare il proprio guardaroba. Resteremo però ancora lontani dalle 230 euro a famiglia dell’estate 2019, l’ultima pre-pandemia. L’ipotesi dell’ufficio studi di Confcommercio per la provincia di Arezzo è di 186 euro a famiglia, per un volume d’affari complessivo di oltre 16 milioni di euro, visto che solo sei famiglie su dieci acquisteranno in saldo. A questo dato, andrà poi aggiunta la spesa dei turisti.

Come sempre, Confcommercio ricorda ai propri associati le principali regole da rispettare:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: devono essere accettate le carte di credito.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita e lo sconto (non è più obbligatorio indicare il prezzo finale in base al Codice del Commercio della Regione Toscana).
  6. Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione.

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