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Attualità giovedì 24 novembre 2022 ore 18:45

Nell'Aretino 117 infermieri di famiglia 7 giorni su 7

Il servizio compie un anno, è stato avviato il primo settembre 2021. Attivo nelle 12 ore diurne. La Asl Tse apripista



AREZZO — È trascorso praticamente un anno da quando, con coraggio e determinazione, su tutto il territorio della Asl Tse ben 331 infermieri hanno iniziato a lavorare con un nuovo modello organizzativo.

Infatti, dal primo settembre 2021 ogni cittadino che abita nel territorio aziendale ha un Infermiere di Famiglia e Comunità assegnato.
Nel dettaglio: sono 331 gli infermieri di famiglia e comunità (IFeC) al lavoro in tutta la Sud Est (117 Arezzo, 106 Siena e 108 Grosseto).
L’organizzazione del lavoro si è modificata nel corso dell’anno per garantire una presenza dell’IFeC nelle 12 ore diurne, sette giorni su sette, partendo dalla concezione della casa come primo luogo di cura sia presente in ogni singola porzione di territorio e diventi il riferimento assistenziale per la popolazione che abita in quello specifico contesto.
“Abbiamo iniziato l’adozione di questo nuovo modello organizzativo già nel 2020 - commenta il dg della Asl Antonio D' Urso - anche sulla spinta della delibera regionale specifica del 2018.
La nostra azienda è capofila in Toscana ed una delle prime in Italia ad aver fatto partire questo progetto e ad aver implementato in tutto il proprio territorio gli IFeC.
Gli IFeC - prosegue - svolgono funzioni fortemente integrate con tutti i professionisti e gli altri portatori di interessi che operano per la salute dei cittadini, in primis con i medici di famiglia, i medici di comunità, le assistenti sociali, i fisioterapisti ma anche le farmacie e le associazioni di volontariato. E’ un progetto del quale tutta l’azienda è fiera e che vogliamo continuare a sostenere e implementare.”

“Ad ogni Infermiere di famiglia e di comunità sono stati assegnati un territorio specifico e delimitato e la popolazione che lo abita - aggiunge Vianella Agostinelli Direttore Infermieristico dipartimento professioni infermieristiche ed ostetriche - tenendo in considerazione le caratteristiche orografiche, demografiche, epidemiologiche, ma anche la densità abitativa e le caratteristiche sociali del territorio e di quella specifica comunità, proprio per offrire la migliore prossimità e vicinanza alla casa, identificata come primo luogo di cura. Oggi dopo un anno siamo in grado di percepirne le potenzialità e l’efficacia”

“Vorrei che questo progetto della Asl Toscana sud est - ha terminato Barbara Mangiacavalli presidente nazionale FNOPI - diventasse laboratorio nazionale in cui provare a mettere a punto questa sinergia tra infermieristica di famiglia e comunità così come esce dalle norme e lo sviluppo dell’Assistenza Domiciliare Integrata per come è cambiata dopo l’intesa Stato/Regioni dell’agosto 2021. Credo sia un percorso virtuoso ed innovativo da prendere a modello”.


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