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Attualità domenica 06 settembre 2020 ore 19:15

Scuola, una settimana di stop per le elezioni

Appello del comitato "Salviamo le mense scolastiche di Arezzo”: "In caso di ballottaggio addirittura raddoppieranno. Il Comune faccia qualcosa"



AREZZO — Le famiglie aretine stanno ricevendo una circolare che indica la chiusura delle scuole primarie, sede di seggio elettorale, dal 18 al 24 settembre. Le lezioni quindi, che riprendono il 14 dopo tanti mesi di stop, avranno un ulteriore fermo per una intera settimana. Gli alunni infatti torneranno definitivamente in classe il 25 settembre.

Sette giorni di interruzione destinati a raddoppiarsi nel caso fossimo chiamati alle urne per il ballottaggio. Doppia vergogna, dunque. Siamo in un momento difficile è innegabile, ma la rabbia legittima che sale dipende dall’assenza di volontà politica a tutti i livelli di tutelare i bambini e di conseguenza le famiglie”.

E’ il cuore della lettera che il Comitato “Salviamo le mense scolastiche di Arezzo” ha scritto al sindaco Ghinelli e all’assessore Tanti. Un appello accorato, quasi un grido di aiuto perché le famiglie si sentono inascoltate.

Prosegue la lettera: “Non ci vuole molto per capire che, in questo caso, il tema non riguarda tanto la necessità di conciliare le esigenze lavorative dei genitori con la gestione dei figli, quanto il significato che si vuol dare all’istruzione e soprattutto alla scuola. Sembra che mandare i figli a scuola sia come mandarli in gita o ai campi solari. Un’esperienza da fare solo se nulla osta.
In veste di genitori abbiamo sopperito all’interruzione di un servizio primario e supportato i nostri figli in tutti i modi possibili e immaginabili, quello che chiediamo non è quindi di essere sollevati dai nostri doveri e dalle nostre responsabilità

Secondo i genitori, è la politica “ad aver abbondonato i bambini, non essendo una categoria produttiva. Nel nostro comune sono stati addirittura sospesi i servizi di pre e post scuola, fondamentali per tante famiglie, col solito “giochetto” delle responsabilità”.

Il comitato chiede una politica attenta alle nuove generazioni, al futuro della città e del paese, e non solo alle dinamiche economiche. “Vogliamo una amministrazione, presente e futura, che abbia il coraggio di prendere decisioni forti anche impopolari, ma che non si lasci trascinare dalla corrente. Vogliamo risposte, ma non quelle per cui “gli altri” non hanno fatto, bensì quelle che voi potete e avete il dovere di dare”.

La domanda che su tutte emerge è: “Possibile che non possa essere trovata una soluzione alternativa ai seggi nelle scuole? Non si potrebbero allestire, oltre a quelle a suo tempo individuate, delle strutture mobili per ospitare i seggi elettorali? Ad ogni buon conto, qualora non fosse fattibile trovare alternative ai seggi nelle scuole, possibile che per sanificarle ci voglia così tanto tempo?”. 

La parola all'amministrazione comunale.


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