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Cronaca mercoledì 25 maggio 2016 ore 16:28

Stanata la roccaforte della droga

Maxi operazione a Campo di Marte. Spacciavano eroina, cocaina ed hashish. Ogni singola dose da 0,1 grammi veniva venduta ad € 20. Giro d'affari enorme



AREZZO — Valdarno, Valtiberina e Casentino non sono solo i nomi delle vallate aretine ma anche delle gallerie che si trovano in centro ad Arezzo, zona Campo di Marte. Lì, personale del Nucleo Investigativo del Comando provinciale dei carabinieri, dopo alcune segnalazioni, ha iniziato un'attività di monitoraggio di alcuni cittadini magrebini e nigeriani, che quotidianamente cedevano droga. Questa, non di rado, veniva consumata sul posto, grazie anche al necessario materiale per l'assunzione che veniva acquistato nella Farmacia comunale 1, che si trova lì accanto.

Nel corso dell’attività investigativa si è constatato effettivamente, che Campo di Marte  era divenuta ormai “una roccaforte” per gli spacciatori extracomunitari, che giornalmente vi stazionavano cededo dosi di eroina, cocaina ed hashish. L’attività di spaccio avveniva davanti e dietro l’angolo del Bar Italia, nelle adiacenze del Punto Sisal, all’interno delle gallerie, nel retrostante parcheggio adiacente l’Agenzia delle Entrate e nel sottopassaggio di via Vittorio Veneto.

Tra le prove, anche tracce di sangue sul pavimento, notate nel corso di alcune ispezioni, i ritrovamenti di siringhe usate e di fiale di acqua per preparazioni iniettabili. La dimensione del fenomeno nel suo complesso era a dir poco allarmante.

Ogni singola dose del peso di gr. 0,1 veniva venduta ad € 20,00 ed è confezionata sotto forma di una pallina, contenente un altro involucro termosaldato, all’interno del quale si trova è lo stupefacente. La singola dose veniva nascosta dagli spacciatori generalmente all’interno della bocca, per essere immediatamente ingoiata in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, oppure nascosta negli slip, o tenuta in mano, pronta per essere gettata. Generalmente ne portavano una alla volta, proprio per evitare di essere arrestati, per la detenzione ai fini di spaccio (per una sola, infatti, sarebbero incorsi solo in una segnalazione amministrativa).

Campo di Marte non è stato scelto a caso dagli spacciatori, per le innumerevoli vie di fuga presenti, per i numerosissimi nascondigli utilizzati per nascondere e prelevare lo stupefacente. Basti pensare, che in alcune circostanze, proprio nel corso di controlli eseguiti da parte della polizia municipale e polizia di stato, l’attività di spaccio veniva immediatamente ripresa quando il personale si era allontanato dalla zona.

Gli spacciatori identificati sono di origine magrebina e tunisina con numerosi precedenti penali per reati inerenti lo spaccio di stupefacenti. Per la maggior parte sono clandestini ed oggetto più volte di espulsione dall’Italia. Alcuni di loro, già arrestati più volte, appena scarcerati avevano ripreso immediatamente l'attività. L'operazione ha quindi portato a dieci arresti. 


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