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Attualità martedì 24 maggio 2022 ore 15:40

Nunzia e i 9mila aretini con malattie reumatiche

All'ospedale di Arezzo trattamenti mirati anche per patologie rare. E' centro per la somministrazione di farmaci biotecnologici



AREZZO — Il 25 maggio porte aperte negli ospedali con il "bollino rosa" in occasione dell’open day reumatologia di Fondazione Onda.

In Toscana sono cinque i plessi ospedalieri che aderiscono a questa iniziativa, il San Donato di Arezzo è tra questi. “In Italia le patologie reumatologiche colpiscono il 10% della popolazione, si parla di sei milioni di persone. Ad Arezzo seguiamo circa 9mila pazienti all’anno con una età media di 50 anni, tra questi 220 seguono una terapia particolare in regime di Day-Hospital. - 
Un impegno importante per tutta la struttura ospedaliera che coinvolge come centro nevralgico l’ospedale San Donato, che è anche centro di cura e gestione di malattie rare e struttura indicata dalla Regione per la somministrazione di farmaci biotecnologici costruiti con la tecnica del Dna ricombinante, ma che ha ambulatori in tutte le vallate della provincia: Valdarno, Valdichiana, Casentino e Valtiberina.
Il nostro impegno per la giornata del 25 maggio sarà quello di offrire visite specialistiche nel pomeriggio a donne che presentano mal di schiena. Abbiamo deciso di fare questo focus perché è un sintomo estremamente diffuso e spesso sottovalutato" spiega il direttore di reumatologia Giovanni Antonio Porciello.


Ad Arezzo esiste anche un’associazione, la AMRAR (Associazione Malati Reumatici Arezzo) alla cui guida è Roberto Castellucci.

Nunzia per oltre 30 anni ha lavorato in ospedale come caposala, conosce molto bene il dolore e la sofferenza avendola vissuta assieme ai pazienti.
“Ho avuto la diagnosi a 36 anni e per me fu uno shock. Avevo visto e letto storie terribili sui malati di artrite reumatoide. Ci sono stati momenti in riuscivo ad aprire una bottiglia, a prendere un caffè o anche solo ad aiutare i miei figli. Ma non mi sono mai arresa. La mia fortuna è arrivata nei primi anni duemila quando sono stati lanciati i nuovi farmaci biologici che hanno cambiato la vita dei malati reumatici. Oggi la malattia, se presa in tempo e soprattutto se seguita da un team professionale come quello di Arezzo, si può tenere sotto controllo e ci si convive tranquillamente".


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