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Giostra Saracino sabato 30 agosto 2025 ore 18:25

Svelata la lancia d'oro dedicata a Palestrina

Premiato il bozzetto di Francesco Benincasa la lancia d'oro realizzata da Conti. Tabelloni si torna alle "origini" presenti nel regolamento tecnico



AREZZO — Una scultura lignea, elegante e raffinata, nel solco della classicità: un leggio, lo spartito, l’organo simbolo di musica sacra, l’immagine di Giovanni Pierluigi Da Palestrina, le effigi della coralità per la quale il compositore e organista, tra i più importanti del Rinascimento, ha lasciato un segno indelebile. E’ una lancia ancora una volta stupefacente quella realizzata dal mastro intagliatore Francesco Conti che ha trasformato in scultura il bozzetto di Francesco Benincasa vincitore del concorso di idee per la realizzazione del trofeo dedicato al Palestrina nel cinquecentenario della nascita.

Ad aprire la conferenza stampa il saluto del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli che ha posto l’attenzione sullo stretto legame tra Arezzo e Giovanni Pierluigi da Palestrina il quale, riscrivendo le tecniche della polifonia vocale sacra rinascimentale, divenne il modello del suo tempo e non solo. Ancora oggi le sue melodie vengono eseguite e apprezzate in occasione del Polifonico Internazionale “Guido d’Arezzo”. “La Lancia d’Oro di questa 148esima Giostra del Saracino celebra questo grande compositore col quale la nostra città, attraverso il Polifonico, ha un legame forte, Arezzo Città dalla Musica si declina infatti anche attraverso le sue opere scritte e rappresentate. Ho davanti una lancia particolarmente bella che centra il tema della dedica. L’autore del disegno, Francesco Benincasa e il maestro Francesco Conti hanno descritto in questa opera perfettamente chi era e cosa ha fatto Giovanni Pierluigi da Palestrina. Mi preme inoltre sottolineare la grandissima attenzione che c’è e aumenta ad ogni edizione verso la nostra manifestazione forse più nota. La Giostra è cresciuta molto in questi anni ed è probabilmente giunto il momento di trovare la strada per lanciarla mediaticamente in maniera più decisa e diffusa”.

Paolo Bertini: “Abbiamo di fronte un’edizione della Giostra estremamente sentita, c’è grande fermento e interesse intorno a noi. Un’attenzione che ci inorgoglisce e al tempo stesso ci mette in difficoltà in quanto la capienza di Piazza Grande non riesce a contenere l’entusiasmo e la voglia di partecipare della città e soprattutto degli stranieri. Passando agli aspetti tecnici la Piazza è allestita, non con poca difficoltà viste le condizioni metereologiche e ci tengo per questo a ringraziare non solo l’ufficio Giostra ma tutte le maestranze del Comune che ci sostengono. Doverono poi ringraziare le aziende del territorio che ci sono sempre vicine legando il proprio nome alla Giostra e in particolare chi, ad ogni edizione, grazie al proprio contributo, permette la realizzazione di trofei che sono vere e proprie opere d’arte. Da oltre dieci anni a settembre è il Consorzio Centro*Arezzo ad aderire al progetto ‘Adotta una lancia’ e siamo felici e orgogliosi di questa longeva collaborazione”.

Anche quest'anno rinnoviamo gioiosi la collaborazione con la Giostra – è il commento di Massimo Cappelli, direttore del Consorzio Centro*Arezzo – è sempre un grande onore essere sponsor della Lancia del Saracino, simbolo della sfida e del coraggio che da secoli anima la città. Sostenere la Giostra rientra nella mission del Consorzio Centro*Arezzo, significa sostenere la tradizione, l’identità e la passione di tutta Arezzo e mantenere viva la collaborazione con il territorio. Auguriamo ai quartieri e ai giostratori una competizione leale e appassionata, certi che, ancora una volta, la Giostra saprà unire la città in un abbraccio di storia ed emozioni”.

A descrivere i tratti del bozzetto dal quale è nata la Lancia d'Oro della 148esima Giostra del Saracino il suo autore, Francesco Benincasa, 35 anni, tatuatore aretino, da sempre appassionato di arte, disegno e Giostra, chiarina degli Sbandieratori di Arezzo da oltre vent’anni e attualmente nel consiglio direttivo dell’associazione. “Quando mi è stato comunicato che il mio bozzetto era risultato il vincitore non ci potevo credere – commenta - essendo un amante della Giostra del Saracino, suonando la chiarina negli Sbandieratori e, soprattutto, essendo un disegnatore, vincere il concorso per la realizzazione della Lancia d'Oro è sempre stato un sogno. Un traguardo che racchiude tutte le mie più grandi passioni e vederlo realizzato è un'emozione incredibile”.

Nell’impugnatura da lui progettata per raccontare la dedica a Giovanni Pierluigi da Palestrina, Benincasa si è ispirato alle competenze musicali del compositore e al suo profondo legame con la spiritualità e la liturgia cattolica. Il fulcro compositivo è quindi un leggio classico da messa, simbolo del contesto ecclesiastico in cui operava Palestrina. L’impugnatura si divide in tre parti. In una, un organo a canne rafforza il richiamo all’ambito sacro e alla tradizione musicale che l’autore stesso ha incarnato: uno strumento emblematico che Palestrina era solito utilizzare. Nella parte del leggio è presente un libro aperto con a sinistra un bassorilievo raffigurante Palestrina che stringe tra le mani una copia della sua celebre opera Missa Papae Marcelli e, a destra, lo spartito originale dell’incipit di quell’opera, considerata una delle vette della polifonia sacra del Cinquecento. Infine completa l’elsa una pergamena con le note musicali che va verso l’alto a significare la musica sacra che si eleva verso Dio.

Ed è stato il Maestro Francesco Conti a descrivere i tratti salienti del trofeo che sarà conteso in Piazza Grande dai quartieri: Un'opera che collega Polifonico e Saracino. La parte centrale, come era stato pensato nel bozzetto da Benincasa, consiste in un leggio con un libro aperto, il pentagramma e il ritratto di Giovanni Pierluigi da Palestrina con un libro in mano, mentre nella parte posteriore c'è l’organo a canne. Dopo aver scolpito l’elsa ho proseguito scolpendo dei cantori per i quali mi sono ispirato ad alcune raffigurazioni robbiane presenti nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. E’ una lancia nella quale non si ritrovano i colori dei quartieri se non negli stemmi con cui li ho rappresentati. Una lancia classica nella quale nella parte finale dell’asta ho voluto contrapporre delle linee che creano un movimento più contemporaneo. Il risultato credo che sia uno dei più riusciti”.

Nella commissione che ha scelto il bozzetto vincitore tra i partecipanti al concorso di idee anche Claudio Santori, esperto musicologo aretino: “I bozzetti valutati erano tutti molto belli, ma quello di Benincasa raccontava meglio degli altri la figura di Giovanni Pierluigi da Palestrina collegandolo in maniera straordinaria alla musica e rappresentandolo con tutti gli elementi che contraddistinguono il suo operato. Ho apprezzato particolarmente l’idea dell’organo in quanto Palestrina era anche un eccellente organista. Devo dire che dopo aver visto la lancia realizzata ritengo che sia una delle più belle degli ultimi tempi”.

In conclusione, come da tradizione, il commento di rito dei rettori dei quartieri che tra le altre cose hanno rivolto un ringraziamento al sindaco Ghinelli che si accinge a vivere l’ultima Giostra da primo cittadino.

Giacomo Magi, rettore di Porta Santo Spirito: “Voglio partire con un ringraziamento, anche se sono l’ultimo membro arrivato in Consulta ci tengo a ringraziare il sindaco per questi dieci anni di sostegno ai quartieri e consolidamento della Giostra indubbiamente cresciuta nel corso dei suoi due mandati. Per il resto che dire, mi auguro che quella di domenica sia una Giostra avvincente come lo è stata a giugno e che abbia anche lo stesso esito”.

Roberto Felici, rettore di Porta del Foro: “Mi associo ai ringraziamenti verso il sindaco e ammiro questa lancia. Mi sono a lungo interrogato su questa dedica e sul suo collegamento con il Saracino. Ho capito che la figura di Palestrina ha influito in maniera netta su un'altra manifestazione aretina importante quale è il Polifonico e questo mi ha stimolato la riflessione su quanto la Giostra sia veramente una spugna che assorbe a 360 gradi la vita della nostra città. Il risultato è bellissimo, una lancia elegante che rientra perfettamente nei canoni della tradizione giostresca. E per la Giostra mi auguro che finalmente stavolta sia Porta del Foro a girare a destra all’uscita di Piazza Grande”.

Andrea Fazzuoli, rettore di Porta Crucifera: “Quando ho visto l’opera ho avuto subito la sensazione di una lancia vecchio stampo, sia nel materiale che nella composizione. Pochissimi colori come erano una volta le lance, tratti classici. Secondo me la sua bellezza è proprio nella sua semplicità. Mi unisco anche io ai ringraziamenti verso il sindaco per questi anni insieme”.

Maurizio Carboni, rettore di Porta Sant'Andrea: “Complimenti agli autori di questa opera bellissima e allo sponsor che ne ha permessa la realizzazione. Mi piace molto, anche io la trovo un trofeo vecchia maniera. Ringrazio anche io il sindaco, sono stati anni molto belli insieme e spero che domenica possa esserci tra di noi una nuova bella stretta di mano durante la consegna della Lancia d’Oro”.

La presentazione della Lancia d'Oro è stata preceduta dalla riunione della Consulta dei Quartieri che unanimemente - e dopo che in un primo momento aveva convenuto di utilizzare per entrambe le edizioni 2025 della Giostra gli stessi tabelloni - ha deciso di procedere con la ristampa della targa del Buratto già da questa edizione. Pertanto, dalla prima giornata di prove, lunedì 1 settembre, saranno disponibili i nuovi tabelloni riportanti le esatte misure presenti nel regolamento tecnico della Giostra del Saracino. La difformità nel tabellone era emersa nel corso dei lavori per la revisione dei regolamenti durante i quali era stato individuato un anomalo restringimento di 4 millimetri della linea del 4 verticale. Anomalia che, dopo attenta ricerca presso l'Archivio Storico cittadino, è stato riscontrato perdurare dal 2001-2002.


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