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Politica giovedì 01 ottobre 2020 ore 18:10

​Ballottaggio, i numeri e i rebus di Ghinelli

Il candidato sindaco di centrodestra riparte da un vantaggio di cinquemila voti. Domani la chiusura della campagna elettorale in San Jacopo



AREZZO — Sul suo profilo Facebook ha postato 23638 “grazie”. Alessandro Ghinelli ha un vantaggio robusto sullo sfidante Luciano Ralli: cinquemila voti più uno, sui quali si giocano il ballottaggio e i prossimi cinque anni della città. Certo, il vantaggio c’è ma le incognite del secondo turno valgono anche per Ghinelli che intanto, ha il compito insieme alla sua “squadra” di riportare alle urne tutti gli aretini che due settimane fa lo hanno premiato (47,08 per cento) e al tempo stesso l’obiettivo di ampliare la platea del consenso. 

Esclusi i candidati sindaco riconducibili alla sinistra (Bottai, Farsetti e Facchinetti), nel bacino dei voti possibili c’è il “tesoretto” accumulato da Marco Donati (9,2 per cento), leader civico di Scelgo Arezzo.

Come si orienteranno gli elettori che lo hanno indicato nel loro gradimento? Difficile dirlo adesso, anche perché il voto su Donati ha connotazioni trasversali e pesca sia nell’area del centrodestra che in quella del centrosinistra da dove, tra l’altro, lo stesso Donati proviene politicamente. A questo si aggiunge il “plus” delle categorie economiche e produttive della città con le quali il leader di Scelgo Arezzo in questa campagna elettorale ha dimostrato di saper dialogare in maniera costante concentrandosi su temi e progetti per la città.

Il faccia a faccia Ghinelli-Donati si è risolto in un “confronto positivo”, secondo il glossario della politica, con la disponibilità da parte del sindaco uscente a tenere in considerazione nell’agenda di lavoro, le priorità indicate da Donati: lavoro, sanità e partecipazione. Sempre se sarà lui a tornare nella tolda di comando a Palazzo Cavallo. 

Stessa disponibilità da parte di Luciano Ralli; il che significa che i due contendenti si elidono a vicenda sulla bilancia del “terzo incomodo”. Forse, Ghinelli e Donati si sono annusati, ma l’ex parlamentare civico sembra preferire osservare la disputa dalla finestra del suo quartier generale..

Ghinelli può contare sull’exploit della “sua” lista civica OraGhinelli 20 25 che con il 13,17 per cento dei consensi si impone come secondo soggetto politico della coalizione (è presto per chiamarlo partito ma è certo che da qui potrebbe nascere proprio il “partito” di Ghinelli), tallonando la Lega (13,9 per cento) e superando perfino la clamorosa performance di Fratelli d’Italia che ha più che triplicato le preferenze (12,49 per cento). 

I “pretoriani” di Ghinelli dovranno recuperare il gap che è mancato al sindaco uscente per sbaragliare il campo al primo turno, perché qualcosa evidentemente non ha funzionato nella catena di trasmissione della coalizione. Infine, l’incognita astensionismo che pesa sopra ogni tornata elettorale, a maggior ragione in un ballottaggio.

Domani l'ultimo appello al voto di Alessandro Ghinelli  prima del silenzio elettorale sarà dalla piazza dove il centrodestra ha celebrato le proprie vittorie negli ultimi decenni: piazza San Jacopo. Sarà quella la tribuna per convincere gli ultimi indecisi.

Una  cosa è certa. Si profila una partita al cardiopalma e il vantaggio di Ghinelli da un lato è il suo punto di forza, dall’altro la spada di Damocle sulla sua testa. Perché, al netto di tutto, a decidere il sindaco che verrà sono soltanto gli aretini.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata



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