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Attualità venerdì 31 luglio 2020 ore 10:43

​Casa Vasari disvela due rarità anti-Covid

Lo Stanzino e la Cappellina in una nuova veste da domani tornano ai visitatori insieme al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna



AREZZO — Lo Stanzino Vasariano e la Cappellina sono il segno della ripartenza. Il passo concreto verso la “normalità” ai tempi dell'anormalità che il virus vuole rendere consuetudine. 

L'arte è il miglior antidoto e da domani ad Arezzo ci sono due luoghi che riaprono le porte disvelando la loro bellezza: Casa Vasari e Museo Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna. Si completa così il piano delle riaperture ad Arezzo disposte dalla Direzione regionale musei della Toscana nel rispetto delle norme di sicurezza.

Nel Museo di Casa Vasari sono di nuovo visitabili lo Stanzino Vasariano e la Cappellina dopo i lavori di riallestimento che valorizza le tre tavolette autografe Elia nel deserto, Il sacrificio di Abele, L’Ultima cena e la maiolica policroma Busto dell’imperatore Galba, opera di Andrea Contucci detto il Sansovino. Quest'ultima è l'unica opera di proprietà del Vasari ad essere esposta nella casa-museo.

Per quanto riguarda la Cappellina, l’inserimento di un pavimento in vetro calpestabile nell'ambiente museale, aperto sulla Sala del Trionfo della Virtù, lo rende finalmente fruibile ai visitatori - uno alla volta, per la sicurezza del sito e dei visitatori - preservando e insieme valorizzando con una studiata illuminazione la pregevole e delicata pavimentazione in piastrelle di maiolica settecentesche, sulla quale sono intervenute le restauratrici Giulia Basilissi e Rossella Cavigli della Direzione regionale musei della Toscana.

Le date di apertura e le modalità di accesso vengono comunicate tramite i canali istituzionali per consentire ai visitatori di programmare e gestire la visita in maniera corretta.

Il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna per la ricchezza e la varietà delle collezioni d’arte è considerato tra i più rappresentativi della Toscana e, grazie all'unione di più raccolte d'arte di diversa formazione e provenienza, testimonia ai massimi livelli la storia artistica di Arezzo. 

Si articola in venti sale secondo un percorso cronologico che dall'alto Medioevo, con sculture, frammenti lapidei, statue e preziosi manufatti, arriva all'Ottocento, con un nucleo di piccoli e significativi dipinti dell’ambito dei Macchiaioli, tra cui opere di Telemaco Signorini e di Giovanni Fattori.

La sede del Museo è nello storico palazzo Bruni Ciocchi, uno dei più bei palazzi rinascimentali della città, costruito alla metà del Quattrocento per volere di Donato Bruni, figlio del celebre umanista Leonardo, cancelliere della Repubblica fiorentina, e si trova nella zona di San Lorentino, quartiere di Porta del Foro.



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