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Politica martedì 14 luglio 2020 ore 13:15

​Donati mette in campo la seconda lista

​Il candidato sindaco di Scelgo Arezzo propone "un'Accademia della formazione per rilanciare il lavoro. Io e Renzi? Vi spiego come è andata”



AREZZO — Gli anni del renzismo, l'effetto Matteo Renzi dentro al Pd (55 per cento dei consensi ad Arezzo, nel 2014) sono alle spalle. Del progetto dell'allora premier e segretario di partito, Marco Donati è stato interprete e protagonista da parlamentare, poi le strade si sono divise e oggi si candida alla guida della città senza insegne di partito ma sotto il simbolo di Scelgo Arezzo. Il suo ex partito dopo il Pd, cioè la nuova creatura renziana Italia Viva, sostiene il candidato sindaco del centrosinistra Luciano Ralli.

Donati non rinnega il passato ma guarda avanti, cioè a Palazzo Cavallo. La sua campagna è già iniziata “presidiando” i luoghi strategici a cominciare dalle frazioni, battendo il tasto sulla “campagna di ascolto” e sulla necessità degli aretini "di essere ascoltati nei bisogni e nelle aspettative” (propone un assessore alle frazioni, consigli comunali aperti alle rappresentanze cittadine).

Per ora, ha incassato il “sì” di un gruppo di professionisti aretini rappresentanti di mondi ed esperienze diverse. “E' la migliore garanzia del fatto che noi siamo fuori dagli schemi politici tradizionali, ormai superati dalla realtà, e lavoriamo a un progetto innovativo per Arezzo”, rivendica Donati che annuncia il varo di una seconda lista civica a sostegno della sua candidatura a sindaco “segno dell'interesse tra la gente e la voglia di imprimere un cambio di passo alla città”. 

La cifra della campagna elettorale è racchiusa nella parola “lavoro”, specie dopo l'effetto Covid sul versante economico. Lavoro sì, ma come? Usa due parole-chiave - innovazione e sostenibilità - per dire che serve “un cambio di paradigma; Arezzo è una città operosa che ha fatto del lavoro e dell'imprenditoria un elemento di ricchezza; ultimamente si sta investendo su basse competenze, c'è dispersione scolastica. Occorre innescare meccanismi per figure professionali richieste dal tessuto produttivo, in grado di dare nuovo impulso all'economia locale”. 

Donati pensa a una “accademia della formazione che valorizzi ciò che esiste e ciò che deve arrivare, in stretta sinergia con l'università”. In questo senso la sfida è creare condizioni per “specializzare” e qualificare sempre di più le professionalità investendo anche in “quadri” intermedi in grado di individuare canali di crescita e portare benessere a tutti. Insomma, non solo e non più manifattura.

Donati lega la sostenibilità al concetto di economia circolare e all'idea di trasformare i rifiuti in risorsa, attrarre investimenti su tecnologie avanzate. Rivendica con orgoglio la presenza in lista di “tantissime donne, mamme, lavoratrici. Fondamentale la loro visione di società, ad esempio sui servizi all'infanzia e il profilo di una città che investe sui cittadini del futuro. Eravamo la città dello 0-6 anni, ora gli indicatori segnalano un peggioramento”.

Donati, detto così sembra il programma di Renzi. Cosa risponde?

Come moltissime persone, nel 2014 ho sostenuto il Pd guidato da Renzi che ad Arezzo prese il 55 per cento dei consensi. E alle primarie vinte da Renzi parteciparono anche esponenti di centrodestra, penso a Gianfrancesco Gamurrini. Da alcuni mesi ho deciso di lasciare quell'esperienza perchè sono convinto che serva un impegno fuori dai contenitori politici, basato sulle competenze. Arezzo da questo punto di vista potrebbe diventare un laboratorio politico nazionale”.

Nella corsa per Palazzo Cavallo, tra Ghinelli e Ralli lei come pensa di collocarsi?

“Crediamo di poter competere per la vittoria e non ci precludiamo alcun traguardo perchè attorno alla nostra proposta vedo l'entusiasmo della gente. Siamo convinti di ottenere un risultato sorprendente perchè siamo abituati a parlare con i cittadini”.

Se non dovesse arrivare al ballottaggio chi sarà il “suo” candidato tra Ghinelli e Ralli?

“Saremo primi al primo turno”.

Sì, ma se così non fosse?

“Non valuto l'opzione in questo momento. Siamo convinti che saranno gli altri candidati a doversi preoccupare di andare al ballottaggio con Donati”.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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