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Attualità venerdì 23 ottobre 2020 ore 14:35

​Economia aretina “malata” di Covid

Le stime di Camera di Commercio Arezzo-Siena sui dati Prometeia segnano un 2020 in “rosso”. Industria, edilizia e terziario i più colpiti



AREZZO — Il “conto” dell’anno Covid sull’economia aretina è salato. La stima del consuntivo 2020 sui principali indicatori economici segna “rosso”. La “radiografia” arriva dalla Camera di Commercio di Arezzo-Siena che ha elaborato i dati di Prometeia sul trend economico nella nostro territorio.

Il valore aggiunto della provincia di Arezzo si dovrebbe attestare a fine 2020 circa 8,2 miliardi di euro, in flessione del 10,2% in termini reali. Va da sé che se verranno disposti nuovi “lockdown” delle attività produttive, il quadro ipotizzato subirebbe un peggioramento.

Il presidente dell’Ente camerale Massimo Guasconi spiega: “Se esaminiamo poi la variazione del valore aggiunto nominale la flessione si attesterebbe al -8,2%. In entrambi i casi, i valori darebbero, con le debite differenze fra le due grandezze macroeconomiche, una previsione migliore rispetto alla flessione nazionale del PIL pari al 10,6% che il Fondo Monetario Internazionale ha previsto per l’Italia”.

La proiezione sul post-2020 fa intravedere spiragli positivi. Le previsioni di Prometeia per la nostra provincia indicano un parziale recupero con il valore aggiunto che dovrebbe crescere del 6,9% nel 2021, del 2,8% nel 2022 e dell’1,7% nel 2023. Un’ ulteriore conferma dell’andamento di questa fase economica caratterizzata da una curva in rapida discesa a cui farà seguito un recupero più lento e graduale, secondo la lettura dell'Ente camerale.

I settori più colpiti

Nel 2020 chi ha subìto il colpo più pesante sono i settori del manifatturiero che comprende industria (-15,1%) e costruzioni (-13,8%). Ed è proprio il comparto industriale aretino, molto vocato all’export, ad accusare l’effetto negativo maggiore rispetto ad altri distretti economici, perché allo stand by produttivo si è aggiunto quello commerciale orientato soprattutto ai mercati internazionali.

Effetti pesanti anche sul terziario, caratterizzato dalle attività commerciali, turistiche e dei servizi: secondo le stime elaborate da Camera di Commercio Arezzo-Siena sui dati Prometeia, a fine anno dovrebbe accusare una flessione dell’8,5%. Va meglio per l’agricoltura: qui le prospettive ipotizzate sono all’insegna della ripresa, con un risultato positivo (+5,5%). Trend in controtendenza probabilmente dovuto al fatto che le persone durante il lockdown di marzo-aprile hanno modificato le scelte di acquisto concentrandosi sui prodotti alimentari made in Italy.

“I dati di Prometeia - prosegue Guasconi - ci permettono anche una elaborazione delle previsioni sulle esportazioni provinciali, per le quali si ipotizza una crescita per il 2020 del 18,4%, con tutta probabilità trainata dalle vendite di metalli preziosi e dall’impennata del prezzo dell’oro. La tendenza dovrebbe continuare anche nei due anni successivi ma con intensità molto più ridotta (+6,7% per il 2021 e +0,4% per il 2022). Anche in questo caso così come nei dati sui settori pesa l’estrema incertezza causata dal protrarsi della pandemia: ulteriori “stop and go” alle nostre attività economiche andrebbero ovviamente ad aggravare, in alcuni casi in maniera molto marcata, le previsioni del consuntivo 2020 e ad incidere sul recupero previsto nel 2021”.

Il trend dell’occupazione

Altro tasto dolente del 2020 segnato dal Covid. E’ il segretario generale dell'Ente camerale Marco Randellini a soffermarsi sul punto evidenziando che “le chiusure forzate delle attività hanno lasciato un segno tangibile sulle dinamiche lavorative: se infatti sul fronte degli occupati, grazie anche al blocco dei licenziamenti ed all’ampio ricorso alla cassa integrazione, si prevede per il 2020 una flessione abbastanza contenuta (-1%), sul fronte delle unità di lavoro (ULA), che è un’unità di misura del volume di lavoro prestato, la contrazione è ben più elevata (-9,3%)”.

In altre parole, subiamo “una crisi che sta impattando non solo sulle imprese ma anche sulle famiglie: con un’inflazione che Banca d’Italia stima nulla o addirittura negativa, il reddito disponibile delle famiglie aretine previsto per il 2020, cresciuto quasi ininterrottamente nel corso dell’ultimo decennio, subirà una contrazione del 2,7%.”, osserva Randellini.

Per gli anni successivi al 2020, al momento, si intravede “un percorso di recupero sia per il 2021 (+1,9%) che per il 2022 (+2,4%)”

Infine, il segretario generale dell’Ente camerale di Arezzo e Siena sottolinea che “ben più ampia sarà la flessione della spesa per consumi finali delle famiglie (-11,4%), sulla quale influiscono in maniera determinante non solo il diminuito potere di acquisto ma anche il clima diffuso di incertezza sulla situazione attuale ed in particolare sulle prospettive future. Nel 2021, salvo ulteriori crisi innescate dall’emergenza sanitaria, si dovrebbe delineare un parziale recupero dei consumi (+8%), che si estenderebbe poi in misura minore anche al 2021 (+3,8%). Su questo scenario ancora pervaso da molte incertezze saranno certamente decisivi gli interventi nazionali per modernizzare il sistema economico italiano e quelli europei per sostenere con risorse aggiuntive la ripresa”.   


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