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Politica martedì 22 settembre 2020 ore 19:45

Comunali, la partita aperta di Palazzo Cavallo

Gli aretini decidono di scegliere tra 15 giorni. Ghinelli manca la vittoria: le spine nel fianco. Ralli insegue senza pathos. Donati dà scacco matto



AREZZO — E' finita così: Alessandro Ghinelli al 47,04 per cento e Luciano Ralli al 35,1 per cento. E' ballottaggio.

Arezzo non ha deciso oggi. Si prende due settimane di tempo in più per decidere il sindaco che verrà.

Nella lunga maratona dello scrutinio, stamani sembrava già cosa fatta tra proiezioni che davano Alessandro Ghinelli tra il 51 e il 52 per cento dei consensi e i numeri delle schede scrutinate che in alcune sezioni registravano la volata inarrestabile del candidato sindaco del centrodestra. Invece, alla fine della giornata, dalle 97 sezioni aretine esce un dato inequivocabile, fatto di numeri chiari: Ghinelli e Ralli vanno al ballottaggio.

Opzione sul piatto visto la frammentazione dei candidati e delle liste, eppure non scontata, perchè Ghinelli puntava a chiudere la partita al primo turno per concentrarsi sull'azione amministrativa. Lo ha ribadito più volte negli ultimi scampoli di campagna elettorale: più che un auspicio a ben guardare. Significa che i numeri (quelli delle rilevazioni sulle indicazioni di voto) erano dalla sua parte, ma alla fine, i voti reali lo hanno messo in condizione di mancare l'obiettivo. La sua leadership ha sicuramente avuto un effetto importante e altrettanto sorprendente è la performance della "sua" lista Ora Ghinelli 20 25 ma qualcosa non ha funzionato, o almeno, tutte le tessere del mosaico non sono andate al loro posto. 

Il punto è che non sono bastate le oltre ventitremila preferenze incassate dal sindaco uscente, pari al 47,04 per cento dei consensi, per lasciare Ralli al palo e tagliare per primo il traguardo di Palazzo Cavallo. Certo, per un sindaco che ha appena concluso il primo mandato - con in mezzo lo tsunami del Covid e i suoi effetti – non è una performance soddisfacente. E del resto lo stesso Ghinelli alla vigilia del voto aveva lanciato messaggi urbi et orbi per serrare le fila e mobilitare gli elettori della coalizione al voto. 

Alle urne ci sono andati oltre 52mila aretini ma in questa partita ci sono alcuni elementi che hanno giocato non propriamente a vantaggio di Ghinelli, rappresentando una bella spina nel fianco per il leader del centrodestra aretino. Le spine nel fianco si chiamano Marco Donati,  “vincitore” morale del primo turno di queste elezioni comunali che ha messo in cascina per il doppio turno, un “tesoretto” di quasi cinquemila voti (4576), sfiorando il 10 per cento dei consensi. Un “capitale” da “investire” con oculatezza nella nuova partita che da domani si apre, contrassegnando le prossime due settimane.

L'altra “spina” nel fianco di Ghinelli si chiama Fabio Butali, il candidato sindaco della lista Prima Arezzo che ha rosicchiato dal bacino elettorale del centrodestra un 2 per cento di tutto rispetto (con quasi mille voti, per la precisione 992). Una "costola" del centrodestra che ha abbandonato la "casa madre" per intraprendere una corsa in solitaria. Non senza effetto, a giudicare dall'esito del voto.

A questo si aggiunge la flessione di Forza Italia che si attesa al 6,13 per cento (quasi tremila voti) e risulta poco incisiva nel drenaggio delle preferenze appannaggio di Ghinelli. Ruolo che, invece, ha svolto con generosità la lista civica collegata al candidato sindaco: Ora Ghinelli 20 25 che ha incassato più di seimila voti pari al 13,13 per cento, risultando la seconda lista più votata dopo la Lega nella coalizione di centrodestra. Ora Ghinelli 20 25 ha sorpassato perfino la lista di Fratelli d'Italia protagonista di un exploit che la fa avanzare al 12,49 dei consensi con in saccoccia 5759 preferenze.

Nel campo del centrosinistra il candidato sindaco si è speso molto in campagna elettorale ma forse non è riuscito a trasmettere un carisma più deciso e attrattivo nei confronti degli elettori della coalizione. Di voti Ralli ne ha presi oltre 17386 pari al 35,1 per cento dei consensi, eppure sconta un divario molto grande rispetto al candidato del centrodestra. Tuttavia, da una posizione così distante rispetto a Ghinelli, oggi può vantare il fatto di essere riuscito a rompere le uova nel paniere del sindaco uscente e a “trascinarlo” al secondo turno. 

Dentro la coalizione, al di là del risultato del Pd, primo partito ad Arezzo con oltre diecimila voti pari al 24,7 per cento, le altre liste non hanno drenato voti sufficienti al “sorpasso”. E' il caso di CuriAmoARezzo che nonostante una campagna elettorale “roboante”, nelle urne ha ottenuto il 2,7 per cento dei consensi con poco più di mille voti. Migliore il trend della lista di Ralli che di voti ne ha presi 1989 (4,2 per cento) e la lista di sinistra Arezzo 2020 che ha sorpassato (rigorosamente a sinistra) la cosiddetta “lista dei medici” sfiorando il tetto delle duemila preferenze e attestandosi sopra il 4,1 per cento.

Ora si azzera tutto e si ricomincia da capo. E stavolta la sfida è solo a due. Ghinelli e Ralli si giocano tutto. 

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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