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Attualità lunedì 19 ottobre 2020 ore 19:00

​Ghinelli mette in "quarantena" Conte

Il sindaco dice no a zone rosse, sì alla Fiera antiquaria. Città del Natale in bilico: allo studio un un format anti-Covid. "Voglio mantenerla"



AREZZO — Tre questioni che impattano nella conta settimanale e giornaliera degli aretini alle prese col Covid. Tre questioni che il sindaco Alessandro Ghinelli squaderna nella consueta diretta Facebook del lunedì per aggiornare sull’andamento della pandemia. Si chiamano: zone rosse, Città del Natale e Fiera antiquaria.

Oggi ai numeri (927 aretini in quarantena, con un incremento settimanale che porta i nuovi contagi a 612 unità), si aggiunge la novità del decreto varato dal governo con alcune nuove restrizioni e un capitolo che tocca da vicino i sindaci: potranno decidere autonomamente di chiudere vie o piazze dopo le 21. 

Una responsabilità in più, che ha fatto saltare sulla sedia i primi cittadini di mezz’Italia, capitanati dal presidente dell’Anci, De Caro. Ghinelli è chiaro quando dice che “non si può pensare di scaricare sulle spalle dei sindaci la decisione di chiudere zone della città dove sono maggiori le possibilità di assembramento. Un provvedimento del genere va preso su scala regionale se non nazionale”. Su Arezzo, il sindaco non ha intenzione di chiudere nulla, almeno per ora, perché confida “sulla volontà degli aretini di tenersi lontani dal Covid”.

Ma è sulla Città del Natale che si sofferma per informare dell’incontro di oggi con il prefetto Anna Palombi con il quale ha toccato anche il capitolo Fiera antiquaria. Il decreto Conte vieta le fiere locali, ma Ghinelli non vuole mollare né l’una né l’altra e così sta studiando come fare per fare tutto in sicurezza. 

Se il prefetto – riferisce – ha manifestato perplessità su entrambe le manifestazioni, lui cercherà la quadra insieme all’Associazione commercianti e la Fondazione Arezzo Intour. Il profilo della Fiera antiquaria non è locale ma nazionale e “Arezzo è conosciuta a livello italiano anche per la sua prestigiosa mostra antiquaria”, spiega il sindaco facendo intendere che giocherà “la carta” per confermare le date di novembre e dicembre anche se con tutte le precauzioni e le misure del caso che imporranno nuovi riassetti e disposizioni dei banchi degli espositori.

Discorso analogo anche se con un punto interrogativo ancora da sciogliere per la Città del Natale. Ghinelli vuole mantenerla anche se in “formato Covid” perché vuole dare continuità a una kermesse che nelle precedenti edizioni ha ottenuto un successo oltre ogni aspettativa rilanciando il settore turistico e ricettivo della città. Oggi non sono certo quei tempi d’oro e pur tuttavia la Città del Natale non può abdicare al ruolo che si è conquistata fin qui. 

Ghinelli sta pensando a un sistema di prenotazioni online sia per i visitatori che per gli espositori in modo da contingentare numeri e presenze, rendendo l’intera kermesse sicura per tutta la filiera che coinvolge. Un fatto è certo, l’imperativo che il sindaco declina come condizione di lavoro è: “Farla in maniera sicura. Non deve poterci sfuggire nulla”.

C’è un ultimo aspetto che richiama, facendosi portavoce del filo diretto con gli aretini che durante la diretta e fuori, segnalano situazioni e chiedono lumi. Un problema sollevato da chi è costretto all’isolamento domiciliare, riguarda “il fatto che la Asl non si fa sentire per giorni, mantenendo contatti sporadici, mi segnalano molti cittadini. Mi impegno a sollecitare l’Azienda sanitaria a far sì che i contatti con le persone in quarantena siano più frequenti”.

Il sindaco non nasconde la preoccupazione per l’aumento dei casi in città, batte il tasto sulle “tre regole d’oro” (distanziamento tra persone, lavaggio frequente delle mani e uso della mascherina anche all’aperto) e alza il pollice per rassicurare che “alla fine di tutto, ce la faremo”.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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