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Cronaca venerdì 24 aprile 2020 ore 20:55

Bimba uccisa, il padre pensa che sia viva

La casa dove è avvenuto il delitto
La mansarda in cui si è consumata la tragedia di Levane

Omicidio di Levane, l’uomo che ha accoltellato a morte la figlioletta non ricorda nulla e non capisce di essere in arresto. Rinviato l’interrogatorio



BUCINE — La bambina sta bene, è a casa, a Levane. Per lui la piccola è viva. Ma quella bimba di quattro anni lui l’ha uccisa a coltellate.

Bilal Napia non parla, non sembra rendersi conto nemmeno che è stato arrestato, che si trova in ospedale piantonato, che l’altro figlio è rimasto ferito sotto i colpi che lui stesso gli ha sferrato (vedi qui sotto gli articoli collegati).

L’uomo è altrove, lontano dalla realtà. È questa la netta impressione che hanno avuto il suo avvocato, Nicola Detti, durante il confronto con gli inquirenti che si è tenuto in videoconferenza durante l’udienza di convalida dell’arresto.

Il 39enne bengalese alterna momenti di silenzio a scatti di nervi, come è accaduto l’altra sera mentre era nel carcere di Sollicciano; per il suo stato alterato è infatti stato portato in un ospedale fiorentino dove si trova ancora adesso.

Davanti al mutismo dell’uomo e viste le sue condizioni l’interrogatorio di questa mattina è stato rinviato mentre il gip ha convalidato il fermo e si è riservato sulla misura cautelare. Sul bengalese pesa l’accusa di omicidio aggravato e tentato omicidio. La mattina del 21 aprile l’uomo ha accoltellato anche il figlio maggiore, un ragazzino di dodici anni riuscito a sfuggire alla furia omicida del padre rifugiandosi dai vicini. Proprio dal colloquio col ragazzo sono emersi nuovi particolari sulla tragedia accaduta nella mansarda di via Togliatti mentre la moglie dell’uomo era fuori per la spesa. Tutto sarebbe partito da uno screzio, il padre se l’è presa con il figlio che avrebbe preso in braccio la piccola per salvarla, ma non ci è riuscito, è stato colpito ed è scappato dai vicini. La bimba è così rimasta nella mansarda con il babbo che avrebbe infierito su di lei fino ad ucciderla.

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