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Attualità giovedì 30 luglio 2020 ore 11:26

​Covid, grido d'allarme delle donne d'impresa

La presidente di Terziario Donna Confcommercio avverte: “Attenzione agli effetti della crisi sull'imprenditoria femminile”. Numeri preoccupanti



AREZZO — Un grido d'allarme, una scossa che va oltre la pandemia. Guarda al tessuto sociale ed economico di una comunità fortemente a rischio nella sua integrità per gli effetti del Covid. A lanciarlo sono le imprenditrici aretine di Terziario Donna Confcommercio con in testa la presidente Sonia Dalla Ragione, appena eletta alla guida del Comitato per l'Imprenditoria femminile istituito presso la Camera di Commercio di Arezzo-Siena.

Dobbiamo prestare la massima attenzione agli effetti che la crisi innescata dalla pandemia avrà sull’imprenditoria femminile. Era tra le componenti più attive negli ultimi anni, ma ora la sua rincorsa pare bloccata, fra chi ha deciso di chiudere l’attività entro l’anno o chi ha rinunciato ad aprirne una per timore”, avverte Dalla Ragione.

I dati parlano chiaro. Secondo l’ultima indagine Unioncamere sull’imprenditoria femminile, presentata lo scorso luglio a Milano, in Italia una impresa su cinque (il 22%, 340mila in valori assoluti) è diretta da una donna,quasi una su quattro nell’aretino (23,7%, 8.854 in valori assoluti), ma c’è il rischio che questi numeri diminuiscano sensibilmente a fine 2020”, osserva Dalla Ragione.

Servizi e terziario sono tra i settori a più alta componente femminile: “Su tutto il wellness e i servizi alla persona, poi la moda (tessile, abbigliamento, calzature), l’istruzione e il turismo, fra ristorazione e ricettività” sottolinea la presidente che osserva: “Le donne hanno molti pregi: siamo tenaci, resilienti, concrete. Ma pensiamo più in piccolo dei colleghi uomini e, in genere, amiamo meno il rischio. Così le nostre imprese sono mediamente meno strutturate, meno capitalizzate e dunque più fragili. Ma senza donne non può esserci vera crescita economica, né benessere, né democrazia”, esorta Sonia dalla Ragione. 

Due i passi da compiere: “Liberare le donne dal carico della cura familiare e aiutarle a credere di più nelle proprie potenzialità, con percorsi formativi specifici che partano dalla scuola dell’obbligo”. In questo senso “come presidente provinciale di Terziario Donna Confcommercio insieme alle colleghe del direttivo ho promosso varie iniziative per aumentare la cultura finanziaria e favorire percorsi di autoimprenditorialità”. 



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