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Sport mercoledì 17 febbraio 2021 ore 19:33

Amaranto generosi perdono immeritatamente a Padova

Squadra per certi versi nuova con cambi inaspettati. L'Arezzo, sotto dal 12', lotta, va vicino al pari e poi si arrende a 3' dal termine al gol del ko



PADOVA — Una partita che lascia l'amaro in bocca. Il Padova è primo in classifica, sta dominando il campionato ma fatica sette camice per avere la meglio sulla cenerentola Arezzo.

Gli amaranto partono bene, giocano alla pari con i padroni di casa ma non basta. I veneti passano in vantaggio al 12' con una grande giocata di Nicastro (migliore in campo ndr) che serve su di un vassoio d'argento una palla che Firenze non può proprio sbagliare e chiudono le ostilità a 3' dalla fine con Chiricò.

Il resto è stato un monologo amaranto, con il Padova che ha sfruttato alcune ripartenze per insidiare la porta di Melgrati. Ora, diciamo subito che di grandi tiri l'Arezzo non ne ha fatti ma, vuoi la forza degli avversari o il poco "peso" in attacco, il Cavallino ha stretto la capolista nella propria metà campo e l'ha tenuta sul chi va là fino al 87'. 

In tutto questo l'Arezzo è andata vicino al gol in almeno tre circostanze. Occasioni nate sugli sviluppi di calci da fermo o azioni individuali, come quella di Iacoponi che ha saltato tre uomini prima di calciare pochi centimetri sopra l'incrocio dei pali. Ciò che manca agli amaranto è evidente. Il reparto offensivo è poca cosa. Piu cerca di fare il possibile ma è troppo poco. E poi, spesso e volentieri, si trova in mezzo alla difesa avversaria da solo. Questa è la più grande lacuna dell'Arezzo che, anche nel mercato di riparazione, non è riuscito a dare peso ad un attacco "spuntato".

Per il resto la partita è stata molto equilibrata. Non sembrava di vedere la prima contro l'ultima, anzi. L'Arezzo ha tenuto bene il campo, ci ha messo tanto orgoglio e avrebbe meritato il pari.

A livello individuale Arini, come sempre, è stato cuore e polmoni di centrocampo (il migliore degli amaranto, ma non è una novità). Di Paolantonio è bravo, vede il gioco e serve palloni con il contagiri ma è troppo discontinuo. Luciani è un trattore e "ara" la fascia destra. Certo i piedi non sono vellutati ma ci prova anche dalla distanza. Altobelli è un buon centrocampista, è bravo nell'interdizione e a volte si avventura anche in lanci con alterni risultati. Buona anche la gara disputata da Belloni ma il laterale di destra si stira alla mezz'ora e lascia il campo a Iacoponi, che sfiora il gol su una grande azione individuale. Pinna è una certezza, è ruvido ma il suo lo fa sempre (o quasi).

Le note dolenti vengono dalla fascia sinistra. Ventola spinge ma non difende e quando è chiamato a farlo va in affanno. Sul gol del 1-0 Nicastro lo salta per ben due volte prima di mettere al centro. Insufficienza piena anche per Sussi che non si è mai visto e non ha fatto nulla per farsi vedere.

Infine una nota su Melgrati. Non è semplice debuttare tra i pali contro la capolista ma mostra sicurezza con i piedi e un buon senso della posizione. Si immola su un tiro da distanza ravvicinata del solito Nicastro ma è un po' lento ad andar giù sul gol del 1-0 di Firenze.

Stellone le ha provate tutte. Ha messo gioventù e freschezza negli undici titolari, ha scombinato i piani dei suoi e degli avversari ed ha letto bene la partita con cambi azzeccati. Certo, Cerci è la controfigura del giocatore visto nel Torino di Ventura ma se non era così non giocava in Lega Pro e comunque tiene sempre in apprensione le difese.

Adesso la strada è irta e piena di insidie (non che prima fosse una passeggiata). La salvezza è sempre più un miraggio ma le partite a disposizione ci sono e questa squadra, anche oggi, ha dimostrato carattere, determinazione e voglia di lottare fino all'ultimo. E domenica c'è un'altra partita da "vita o morte".


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