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Attualità martedì 17 novembre 2020 ore 10:15

4 matrimoni e un quasi funerale dell'imprenditoria

Tracollo per le attività che organizzano eventi, wedding e catering. La testimonianza di Gianni Briganti: "Fatturato giù per un milione"



AREZZO — Fatturato calato di 1 milione in un anno, matrimoni ed eventi annullati, personale in cassa integrazione e poca voglia di parlare. Ma la sua testimonianza rende l’idea di quello che stanno vivendo tanti imprenditori del settore wedding, eventi e catering.

Gianni Briganti, titolare di E.vento, gestisce in esclusiva 4 importanti location in provincia di Arezzo, dove organizza eventi e matrimoni: Colombaia di Soci, Villa Pandolfini ad Arezzo, Villa Poggitazzi in Valdarno e Villa Cherici Mascagni a Subbiano. “Solo il 31 dicembre di quest’anno avevamo in programma 4 matrimoni… ovviamente saltati, cancellati. E questo è solo l’ultimo step di un anno da dimenticare”.

Un milione di euro la perdita del 2020 e pochissimo aiuto dalla Stato. “Da febbraio noi siamo fermi, ad eccezione del mese di settembre durante il quale siamo riusciti ad organizzare qualche evento – racconta Gianni – Ma ad oggi dallo Stato ho ricevuto circa 4000 euro. Se si considera che al mese, solo di affitto della nostra sede di lavoro a Pieve al Toppo, ne spendo 6000... E, nella sfortuna, ho avuto la buona notizia che i proprietari delle location che gestisco hanno stoppato gli affitti, altrimenti sarei già gambe all’aria”.

La rabbia di Gianni è comprensibile: nel pieno della stagione, avrebbe oltre 30 persone a lavorare nella sua azienda, tra dipendenti e personale a chiamata. “Adesso i 6 dipendenti sono in cassa integrazione, che ovviamente ha i suoi ritmi e i suoi tempi…”.

Ma la macchina non può fermarsi, altrimenti prende il sopravvento la paura, e così Gianni Briganti si è rimesso in pista con un’attività diversa: consegna dei pranzi nelle aziende che non possono usare la mensa per motivi di Covid. Va nelle aziende a presentare la sua nuova attività ed ha predisposto una App, che si chiama “e.vento like home restaurant”.

“E’ un tentativo per non bloccare tutto – spiga Gianni – Da un punto di vista economico rappresenta una goccia nel mare ma va fatto, anche solo per mantenersi mentalmente impegnati e non cadere nella tristezza”.

Ma è chiaramente tutto il settore a soffrire in modo profondo: “Tanti colleghi hanno chiuso, già durante il primo lockdown – dice amaramente – Siamo rimasti in pochi, quelli più strutturati o che sono in attività da più tempo. Anche le banche ci stanno aiutando per quanto possibile”.

Il prossimo Natale sarà particolarmente duro per un settore che vive di “feste”. “Vorremmo organizzare qualcosa per Capodanno, vediamo come si evolve la situazione, ma è chiaro che qualunque cosa sarà consentita, si tratterà sempre di numeri piccoli. A noi, in questi casi, conviene restare a casa. Mettere in moto tutta la macchina dell’organizzazione e della ristorazione ha dei costi altissimi”.

Il Capodanno con 4 matrimoni sarebbe stato il top. Ma dai 4 matrimoni a un funerale, dell'imprenditoria, il passo sembra purtroppo breve. Solo la volontà di non arrendersi può aiutare.

Simona Buracci
© Riproduzione riservata


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