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Attualità sabato 22 agosto 2020 ore 11:00

Decreto Liquidità, partite migliaia di pratiche

Il plauso della Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani) per la grande mole di lavoro affrontata nelle banche del territorio



AREZZO — Grande lavoro in queste settimane per chi lavora nelle banche del territorio aretino. 

Con il Decreto Liquidità del marzo scorso, infatti, sono state concesse le garanzie pubbliche ai finanziamenti chiesti dalle imprese italiane e dai liberi professionisti, per far fronte alla crisi causata dall’emergenza virus. 

"Dopo le prime settimane di incertezze e difficoltà per passaggi normativi poco chiari, le procedure sono entrate a regime, veicolando centinaia di migliaia di istanze a livello nazionale - dichiara Fabio Faltoni, responsabile provinciale della FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) - Un numero certamente elevato, ma di molto inferiore ai soggetti potenzialmente interessati (attorno ai 3/4 milioni). Altrettanto noto è che le suddette richieste di finanziamenti garantiti arrivano al Fondo di Garanzia PMI e a Sace (i due enti incaricati dallo Stato) direttamente dalle banche".

Come in tutta Italia, il personale delle banche aretine ha lavorato senza sosta sul Decreto Liquidità anche nei giorni del Ferragosto, per garantire il migliore supporto alle aziende; infatti, proprio in quei giorni, l’importo totale di garanzie richieste ha sfondato il muro dei 500 milioni di euro per 7.900 pratiche totali (quasi il 10% della Toscana), con una media di 64 mila euro a richiesta.

Per i prestiti la cui caratura è più ordinaria, cioè che arriva a 30 mila euro, dalle filiali delle banche aretine sono partite, fino al 18 agosto, ben 6.770 domande per più di 133 milioni di euro e una media attorno ai 19.750 euro. La Toscana tutta ha inoltrato quasi 70 mila pratiche per 1,3 miliardi di euro; a livello nazionale, sono state circa 835 mila le domande di garanzia arrivate a Sace e al Fondo di Garanzia PMI per 16,5 miliardi di euro. A livello regionale, Arezzo viene dopo Firenze, Lucca e Pisa.

"Se ancora ce ne fosse bisogno - commenta Faltoni -  i duemila dipendenti di banca della provincia di Arezzo, delle centottanta filiali e degli uffici interni, stanno dimostrando veramente di essere un servizio pubblico essenziale, di essere veramente al servizio dei clienti e delle economie dei territori, lavorando senza sosta anche nei giorni del Ferragosto. I dipendenti delle nostre banche aretine, a partire da quelle più piccole, dal Credito Cooperativo, per arrivare ai grandi Gruppi bancari, offrono senza dubbio la prova plastica della necessità di filiali bancarie distribuite nel territorio, della necessità - per i clienti - di rapportarsi con dipendenti preparati e all’altezza, sia quelli nelle filiali che quelli “invisibili”, ma altrettanto fondamentali, che lavorano negli uffici interni".

A tutti, la FABI, il primo sindacato a livello nazionale nel settore bancario, manda un grande e meritato plauso.


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