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Attualità venerdì 22 luglio 2016 ore 15:33

Interventi urgenti post maltempo

Li attiva il Consorzio di bonifica per scongiurare il rischio idraulico. In primis attenzione al torrente Castro e Gavardello



AREZZO — Anche il Consorzio di Bonifica impegnato nel ripristino e nella ripulitura dopo i danni provocati dalla furia del “tornado” del 13 luglio che ha interessato Arezzo. I tecnici dell’ente hanno effettuato una serie di sopralluogo e quindi programmato gli interventi di sistemazione. «In particolare – spiega il presidente Paolo Tamburini - si tratta di rimozione delle piante cadute e di quelle divenute pericolanti nonché nel ripristino delle sponde nel punto di ribaltamento delle ceppaie per evitare che si verifichino smottamenti e fuoriuscite d’acqua. Questo – continua – ha lo scopo di scongiurare danni a persone o cose e ripristinare il corretto deflusso delle acque e la funzionalità delle opere idrauliche stesse».

I lavori di ripulitura e messa in sicurezza si sono concentrati sui torrenti che attraversano la città. «Abbiamo subito individuato le aree più critiche cercando di creare una task force per ridurre il rischio idrogeologico a posteriori – spiega l’Ing. Lorella Marzilli, responsabile del settore tecnico del Consorzio – e ancora oggi i nostri mezzi sono al lavoro per ripristinare i moltissimi danni collaterali provocati da questo fenomeno atmosferico». I sopralluoghi del Consorzio hanno messo in luce, sul torrente Castro, piante sradicate anche di grosse dimensioni ribaltate o spezzate nell’alveo così come nei pressi del Teatro Tenda dove erano presenti alberi abbattuti o pericolanti.

Lo stesso per il torrente Vingone sia presso l’abitato di San Giuliano che nel tratto di Arezzo, a valle di Via Pietro Calamandrei dove numerose erano presenti varie alberature cadute e rami spezzati e pericolanti. Tra Largo 2 Giugno e via Vittorio Veneto un grosso albero sradicato e caduto sulla pista ciclabile adiacente il torrente.

Situazione pesante e complessa anche sul torrente Gavardello nel tratto a valle e a monte del ponte di Neschieto , dove erano sono venute giù grandi piante varie alberature di medie dimensioni ribaltate in alveo, oltre a rami spezzati e/o pericolanti

Tutte situazioni, sottolinea il Presidente Tamburini, che presentano elevati rischi potenziali di natura idraulica che il Consorzio anche con il supporto dell’Amministrazione Regionale del Genio Civile, attraverso i propri ingegneri e le maestranze specializzate messe in campo sta cercando di scongiurare, per offrire le migliori condizioni di sicurezza ai cittadini.


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