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Attualità giovedì 17 dicembre 2020 ore 15:31

L'export ha dichiarato guerra al Covid

La Camera di Commercio ha pubblicato i dati del terzo trimestre dell'anno. I valori sono confortanti nonostante la pandemia



AREZZO — Nel terzo trimestre 2020 il valore complessivo delle esportazioni della provincia di Arezzo si è attestato a poco più di 3 miliardi di euro, in crescita del +22,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il bilancio dei primi nove mesi dell’anno si chiude a oltre 7,7 miliardi di esportazioni con una crescita del 17,9% rispetto al 2019.

“In questo terzo trimestre - commenta il presidente della Camera di Commercio di Arezzo e Siena Massimo Guasconi – assistiamo, dopo le difficoltà dei mesi precedenti, ad una sorta di rimbalzo delle nostre esportazioni. Si tratta di un andamento per certi versi atteso avendo avuto, dopo la crisi mondiale derivante dalla prima ondata della pandemia, una mini-ripresa nel trimestre luglio-settembre che ha condizionato positivamente gli scambi internazionali almeno per alcuni settori. Nel caso di Arezzo come sempre si registra una specie di anomalia rispetto alla tendenza nazionale, dovuta alla particolare composizione dell’export provinciale, i cui valori sono fortemente condizionati dalla componente dei metalli preziosi e dei prodotti della gioielleria" 

Anche il terzo trimestre non fa eccezione: i metalli preziosi sfiorano i 2 miliardi di euro ed arrivano a rappresentare quasi i due terzi del totale dei flussi verso l’estero (65%). In termini tendenziali si registra un aumento del 45,4% che ha chiaramente condizionato in maniera rilevante il dato complessivo che, nei primi nove mesi del 2020, si attesta a quasi 5 miliardi di euro, in aumento del 62,7% rispetto al 2019. L’aumento del prezzo dell’oro contribuisce in maniera importante ma non determinante alla definizione di questi risultati: le quotazioni del metallo prezioso sono infatti cresciute del 23,2% nel terzo trimestre del +27% nel periodo gennaio – settembre. 

Il settore orafo, al contrario, nonostante la robusta spinta del prezzo dell’oro, accusa un calo delle vendite all’estero del 23,8% nel terzo trimestre e del 39,3% nei primi nove mesi dell’anno. In difficoltà tutti i principali mercati di riferimento: gli Emirati Arabi accusano una perdita del 59% nel terzo trimestre e del 56,5% nei primi nove mesi dell’anno. Simile l’andamento del secondo mercato, Hong Kong (-44% nel trimestre e -52% nei nove mesi). Gli Stati Uniti riescono a contenere meglio le perdite che si attestano al 2% nel terzo trimestre e al 17% nei nove mesi".  

“Pur con la preoccupante eccezione della gioielleria e di altri settori in sofferenza - evidenzia il segretario generale della Camera di Commercio Marco Randellini – il dato del terzo trimestre è complessivamente un dato soddisfacente. Merito anche del terzo macro settore più importante per le nostre esportazioni, la moda, che dopo un primo semestre decisamente critico, nel periodo luglio-settembre fa registrare un rimbalzo del 46,8%. Una crescita che, comunque, non recupera completamente quanto perso in precedenza e che fa chiudere il bilancio dei primi nove mesi dell’anno con una flessione del 4,1%. All’interno del comparto per l’abbigliamento (+57,8% nel trimestre e +5,1% nei 9 mesi) e la pelletteria (+66,4% nel trimestre e +6,4% nei 9 mesi) il recupero è più pronto rispetto alle calzature (+16,8% nel trimestre e -24,8% nei 9 mesi) e soprattutto al tessile (-27,8% nel trimestre e -38,4% nei 9 mesi). Occorre però evidentemente attendere gli esiti dei prossimi mesi per comprendere le ripercussioni della seconda ondata di pandemia sui mercati di interscambio dove peraltro pesano anche altre incognite. Si dovrà infatti tener conto delle nuove strategie dell’economia cinese essendo stato individuata nel Piano quinquennale 2021-2025, tra i principali obbiettivi, la crescita delle produzioni interne ad alto valore aggiunto che sono poi quelle su cui si incentra l’export italiano. Sarà poi necessario valutare, in tempi più prossimi, le conseguenze derivanti dagli accordi sulla concorrenza che accompagneranno l’uscita definitiva del Regno Unito dalla UE prevista per il prossimo 31 dicembre. Una situazione quindi in evoluzione che può presentare ulteriori penalizzazioni per alcune delle nostre esportazioni..”

Fra gli altri settori, nel terzo trimestre sono in crescita: agricoltura (+2,6%), prodotti alimentari (+9,3%), bevande (+14,7%), legno e prodotti in legno (+6%), prodotti farmaceutici (+10,7%), articoli in gomma e plastica (+13,7%), elettronica (+5,5%), macchinari (+26,1%), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (+1,6%).Negli altri settori la crisi ha lasciato ancora il segno: prodotti di carta (-10,2%), prodotti chimici (-7,5%), altri prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi (-24%), prodotti in metallo (-20,5%), apparecchiature elettriche (-26,6%), mobili (-25,9%).


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