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Attualità giovedì 13 maggio 2021 ore 16:44

Lo "sprofondo rosso" del turismo

In base ad una rilevazione pubblicata dalla Camera di Commercio, gli arrivi sono crollati del 56%. Ecco i flussi registrati nel 2020



AREZZO — Il turismo è sicuramente il comporto tra i più penalizzati dalla pandemia. Le limitazioni negli spostamenti, le norme anti contagio e la paura generale della gente hanno dato una mazzata a tutto il settore, che sta pian piano cercando soluzioni per ripartire. 

Ma non bisogna fare di tutta un'erba un fascio. Certo, i numeri sono impietosi ma con delle distinzioni. Se le strutture alberghiere sono state le più penalizzate, il turismo nelle seconde case, quello "naturalistico", o nei campeggi ha avuto un importante sussulto soprattutto nei mesi estivi.

Anche condizionati dai tanti mesi costretti in casa, i turisti hanno preferito vacanze all'aria aperta, all'insegna del trekking e della bicicletta.

In provincia di Arezzo, durante lo scorso anno, i flussi sono andati a "due velocità". Se l'area cittadina è stata pesantemente penalizzata, altrettanto non si può dire per le vallate con il Casentino e la Valtiberina che hanno reagito meglio alle perdite, che comunque ci sono state.

I dati provvisori pubblicati nella “Rilevazione statistica del movimento dei clienti negli esercizi ricettivi” dalla Regione Toscana relativi all’anno 2020 forniscono una nitida fotografia della gravità dell’impatto sul turismo provinciale a causa dell’emergenza sanitaria: gli arrivi crollano di circa il 56% attestandosi a poco più di 266 mila turisti, mentre le presenze subiscono una flessione del 47,5% fermandosi a poco più di 827 mila pernottamenti.

“Si tratta di dati – sottolinea Anna Lapini, Vice Presidente Vicaria della Camera di Commercio di Arezzo-Siena – che confermano ciò che era del tutto evidente e cioè che il Turismo è stato tra i settori che hanno subito le maggiori conseguenze negative della pandemia. E’ adesso necessario recuperare soprattutto le presenze dei turisti stranieri e per fare ciò è indispensabile, oltre a realizzare una rapida ed efficace campagna vaccinale europea, l’introduzione, in tempi rapidissimi".

“Anche se costantemente caratterizzato dal segno negativo – evidenzia Marco Randellini, Segretario Generale della Camera di Commercio - il livello di attività del settore nel corso dell’anno è stato molto eterogeneo: l’evoluzione della pandemia ha condizionato pesantemente i risultati in alcuni periodi dell’anno, fino a quasi azzerare i movimenti turistici. Se si esaminano i dati dei flussi mensili mettendo a confronto il 2019 ed il 2020 emerge con chiarezza che è solo grazie ai risultati del mese di agosto ed in parte di luglio e settembre che è stato possibile contenere in parte le perdite che restano comunque ingenti. Comunque le perdite della nostra provincia, fatta eccezione per quelle delle province costiere, sono state quelle meno pesanti a livello regionale". 

Le strutture più penalizzate sono sicuramente quelle alberghiere (-61,4% di arrivi e -55,9% di presenze), mentre le extra alberghiere (-46,5% di arrivi e -41,4% di presenze) hanno beneficiato maggiormente dei flussi turistici estivi, per lo più orientati verso vacanze a contatto con la natura e fuori dai centri abitati.

Gli ambiti turistici

Tutti gli ambiti turistici della provincia sono peggiorati rispetto al 2019 ma non tutti con la stessa intensità: quelli caratterizzati da una maggiore vocazione al turismo “naturalistico” sono riusciti ad intercettare meglio una domanda caratterizzata dalla riscoperta e rivitalizzazione sotto il profilo turistico di una parte rilevante delle cosiddette aree interne e marginali del paese, in cui isolamento e integrità ambientale hanno notevolmente rafforzato la capacità di attrazione.

In effetti, la particolare situazione dell’estate 2020 ha condizionato non solo la scelta della tipologia di alloggio, indirizzando oltre la metà dei villeggianti verso seconde case e appartamenti di proprietà o in affitto e rivalutando vistosamente i campeggi a discapito delle strutture alberghiere, ma anche la scelta del tipo di vacanza: anche in conseguenza delle restrizioni alla mobilità e del lungo stop all’attività fisica e all’aria aperta, ha assunto una importanza inedita nella scelta della destinazione la possibilità di “praticare sport”. In questo senso, tra le attività maggiormente praticate nei nuovi contesti di vacanza emergono su tutti trekking e bicicletta.

Ecco quindi che ambiti turistici quali il Casentino e la Valtiberina toscana hanno reagito meglio alla crisi e contenendo in parte le perdite.

Più penalizzati, al contrario, le zone caratterizzate maggiormente da un turismo “urbano”, in particolare l’Area aretina.


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