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Attualità venerdì 23 aprile 2021 ore 09:00

"Arezzo polo nazionale di attrazione chirurgica"

Questo l'obiettivo di Stefano Tenti, Direttore Generale del Centro Chirurgico Toscano, che il 25 aprile raggiunge i dieci anni di attività



AREZZO — 10 anni di attività. Un traguardo importante quello a cui domenica arriva il Centro Chirurgico Toscano. E lo fa alla sua solita maniera, senza fermarsi troppo a guardare il percorso fatto e puntando dritto al futuro. 

Il Direttore Generale Stefano Tenti, infatti, riparte con il consueto spirito propositivo: “il 25 aprile del 2011 è entrato qui dentro il primo paziente che è stato operato il giorno seguente, ma non sembra che sia passato un decennio. Io ho sempre lo stesso 'sogno' , siamo in cammino e dobbiamo continuare a camminare. Potevamo fare di più, non sono completamente soddisfatto, non sono il tipo di persona che si siede sugli allori. Possiamo fare di più e sono certo che lo faremo".

E prosegue lo stesso Tenti "se vogliamo fare un bilancio direi che in questo decennio abbiamo realizzato circa il 60% di quello che ci eravamo prefissati. Posso affermare che i nostri punti di forza sono sicuramente l’organizzazione del lavoro e le dotazioni di cui la struttura può disporre. Sono due pilastri del nostro lavoro sui quali abbiamo puntato moltissimo. 

Anche la sicurezza è un cardine del lavoro al Centro Chirurgico Toscano, mettiamo il paziente sempre al centro del nostro lavoro. Se devo trovare un lato negativo, forse sono le nostre dimensioni”.

Con il dottor Stefano Tenti facciamo anche un rapido excursus nel passato per ripescare qualche momento che è sicuramente rimasto impresso. “Il primo paziente operato alla testa non lo potrò mai scordare. Era una ragazza molto giovane e fu colpita da una patologia anestesiologica molto rara: l’ipertermia maligna. Siamo riusciti a prenderla in tempo e in modo corretto, questo grazie alla professionalità degli anestesisti e alla presenza in clinica di un farmaco rarissimo, che da quel giorno non manca mai nel nostro prontuario. 

Un altro aspetto che mi ha colpito, questa volta positivamente, è stata la grande risposta dei chirurghi che chiedono di venire a lavorare nella nostra struttura, purtroppo non possiamo dire si a tutti, ma siamo orgogliosi che tanti e bravi professionisti ci onorino del loro lavoro”.

I progetti del direttore Generale del Centro Chirurgico Toscano guardano anche alla sua amata città. “Voglio fare di Arezzo un polo nazionale di attrazione chirurgica, perché grazie alla chirurgia attiriamo in una città di provincia migliaia di persone ogni anno per operarsi e questo sta a significare che anche la risposta della città a livello organizzativo è di assoluta qualità”.


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