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Politica lunedì 28 novembre 2022 ore 08:13

Presidenza Provincia, Polcri pronto alla corsa

Candidatura civica che coinvolge trasversalmente più aree "perché i territori devono essere rappresentati da tutti". Chiassai investita ufficialmente



AREZZO — Presidenza della Provincia, le ultime ore sono state decisamente movimentate. Ieri pomeriggio, dopo l'annuncio dato nei giorni scorsi, il centrodestra aretino si è stretto attorno a Silvia Chiassai Martini, nella sala rosa del palazzo comunale di Arezzo, confermandole ufficialmente il mandato per la candidatura bis. Poco dopo è uscita la nota di Alessandro Polcri, che si era messo a disposizione ed era in lizza già al primo round ma poi le è stato preferito Chiassai. Ed ha usato parole che dicono tutto. La sua sarebbe una corsa da civico e raccoglierebbe il favore di diverse aree, non solo di centrodestra ma anche dei moderati e del Pd.

Ma andiamo con ordine. Ecco quanto detto dal sindaco Ghinelli “sono già state depositate le firme, il doppio di quelle che occorrevano per avere una candidatura valida. Faccio i migliori auguri a Silvia Chiassai per questa corsa che la aspetta. Ha fatto un ottimo lavoro nel suo primo mandato ed era giusto che fosse riconfermata”. Quindi, Chiassai ha aggiunto "Desidero ringraziare il sindaco Ghinelli che per la seconda volta ha deciso di lasciare a me la possibilità di ricandidarmi alla presidenza della provincia nel segno della continuità. E ringrazio i sindaci, i partiti e il mondo civico che mi hanno scelto come candidato del centro destra".

Poco dopo è arrivato l'intervento di Polcri, che proprio oggi dovrebbe presentare le firme per la candidatura "Uno degli obbiettivi che dobbiamo perseguire nell’immediato futuro è quello di tornare a vedere nella Provincia la 'Casa dei comuni', di tutti i comuni, senza distinzione di appartenenza politica. Il ruolo del presidente, in questo contesto, dovrebbe quindi essere oggetto di turnazione, come avviene ad esempio nelle unioni dei comuni, rimanendo al fianco degli enti senza dividerli, interagendo con la Regione per portare avanti gli interessi dei vari territori, che ricordiamocelo, non hanno colore. Da qui la necessità del massimo coinvolgimento di tutti i consiglieri provinciali e di tutti i sindaci, dai comuni più grandi ai borghi più piccoli, nelle scelte relative alla definizione dei programmi e nella gestione dell’Ente. L’idea della “Casa dei comuni” non può dunque limitarsi ad una semplice funzione di coordinamento, ma deve evolversi come piattaforma di sistema, sfruttando tutte le possibilità offerte dalla Legge e coniugando la funzione di Ente Intermedio con i compiti che la Provincia è chiamata a svolgere come ente autonomo di rilievo costituzionale.

Tutto questo all’interno di scelte condivise con il sistema istituzionale locale, per rafforzare le funzioni fondamentali provinciali e restituire all’ente una vera rappresentanza territoriale.Se si vuol consolidare l’Ente provincia occorre lavorare in questa direzione. Occorre avere consapevolezza della necessità di promuovere un progetto unitario della governance territoriale che assicuri la modernizzazione del sistema amministrativo locale e implementi lo sviluppo socio-economico dei territori”.


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