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Attualità venerdì 04 dicembre 2020 ore 11:15

C'era una volta "Natale con i tuoi"

Il semaforo va in tilt con il giallo e l'arancione che restano sul rosso. I cittadini dei tanti piccoli Comuni dell'Aretino isolati per le feste



AREZZO — Dopo giorni di riflessioni, aggiustamenti, ritocchi e consulenze di super esperti finalmente il premier, all'ora di cena, è andato in Tv per illustrare il Decreto Natale. Ovvero le regole che i cittadini devono rispettare dal 21 dicembre al 6 gennaio.

Con tutta probabilità l'Italia si troverà in zona gialla, ma poco importa perché sarà un rosso travestito con un colore meno acceso, anzi spento. Sì, perché in nome del rigore gli italiani trascorreranno la Festa per eccellenza da soli. Sarà, infatti, vietato spostarsi tra Comuni, se non per comprovate esigenze. 
Pensiamo al territorio aretino dove in Casentino, Valtiberina, Valdichiana e anche nello stesso Valdarno, sebbene con un'estensione più marcata, ci sono tanti piccoli Comuni attaccati l'uno all'altro dove magari i figli vivono da una parte ed i genitori dall'altra. Ecco, per Natale ognuno dovrà restare a casa sua. Così ha deciso Conte. Ed i nonni? Se hanno la fortuna di essere vivi entrambi e stare bene, allora sono sfortunati. Sì, perché i nipoti non potranno andare a trovarli. Ma non solo. Il coprifuoco resterà dalle 22 alle 5 e per capodanno sarà prorogato fino alle 7. Quindi la tradizionale Messa di mezzanotte salterà. E la Chiesa? Praticamente zitta.

Non altrettanto in silenzio sono stati molti governatori e sindaci delle città che hanno prontamente criticato le misure messe in atto dal governo. Anche lo stesso Giani, pur andando di fioretto, ritiene eccessivo il divieto di spostamento tra Comuni per il giorno di Natale. Insomma, questo decreto scontenta tutti e fa "inalberare" in modo bipartisan.

Sul fronte aretino netta la presa di posizione di Lucia Tanti. Il vicesindaco, originaria della Valtiberina, definisce le restrizioni di Natale come un qualcosa di "disumano" e consiglia ai "governanti" di collegarsi più con la realtà dei fatti che vede molti italiani, specialmente agli anziani, "patire" oltre modo questa stato di isolamento dai propri affetti.

Tra la gente comune, invece, c'è delusione. Quella di rinunciare ad un momento in famiglia, accanto ai propri cari. Il tutto per la famosa ragion di Stato, quella che vuol evitare la terza ondata. Insomma, in molti non si danno pace. Ma sarà poi così vero che il tradizionale "Natale con i tuoi" rischia di riportare l'Italia in mezzo alla bufera Covid? Evidentemente il governo, dopo aver "sbracato" in estate, adesso usa più la pancia della testa.

Andrea Duranti
© Riproduzione riservata



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