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Sport martedì 09 febbraio 2021 ore 07:45

​Riapertura palestre e piscine, tutte le regole

Il Comitato Tecnico Scientifico ha validato un protocollo per praticare sport contenendo i rischi di contagio e diffusione del Covid-19



AREZZO — Alla scadenza del Dpcm attualmente in vigore, il 5 marzo, il Governo dovrà prendere una serie di decisioni che riguardano la prosecuzione della battaglia alla diffusione del Covid-19. La campagna vaccinale va avanti con regolarità, ma ci sono tantissime attività che fremono per poter riprendere a lavorare in modo sicuro ma continuativo. Fra le altre quelle sportive, chiuse da tempo, alle quali è connessa non solo la problematica economica di intere aziende ferme, ma anche quella sociale, dovuta all'impossibilità di praticare l'attività sportiva in tranquillità e sicurezza. Il Comitato Tecnico Scientifico e il Ministero dello Sport hanno varato e validato un protocollo le cui norme permetterebbero a palestre, piscine e impianti sportivi di riaprire.

Ma cerchiamo di capire quali potrebbero essere le nuove regole. Per citarne intanto un paio, in palestra le lezioni potranno essere soltanto individuali, mentre in piscina serviranno 10 metri quadrati per persona. La riapertura di queste strutture, precisa il CSI, non dimentichiamo che è ritenuta importante soprattutto per quei soggetti nei quali il benessere psico-fisico acquisisce una dimensione fondamentale sullo stato di salute.

"Si valuta con molta preoccupazione, in questa fase dell’epidemia, l’effetto potenziale di aggregazioni tra persone all’interno di contesti sportivi, soprattutto in ambienti chiusi e confinati – spiega Lorenzo Bernardini, presidente del Comitato di Arezzo del Centro Sportivo Italiano - ci auguriamo che il prossimo Dpcm possa segnare la ripartenza dello sport. Un settore pronto alle nuove sfide e con i protocolli di sicurezza già stilati. In particolar modo i più piccoli hanno bisogno di tornare a vivere le proprie passioni e la socialità. Lo sport è salute. Andando avanti così rischiamo di generare un doppio dramma: quello legato alla mancanza dell’attività fisica che, di conseguenza, determina inevitabilmente la chiusura di numerose attività sportive. Da qui è importante che venga presa seriamente in considerazione la posizione del Comitato Tecnico Scientifico che propone una riapertura scaglionata delle diverse ed eterogenee discipline sportive di base, improntata al principio di massima cautela e attenzione”.

Ecco le norme elencate nel documento per il quale si attendono le decisioni del nuovo Governo.

Nelle palestre: obbligatorio mantenere la distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 metri.

Nelle piscine: il Ministero aveva proposto di considerare 7 metri quadri per persona per garantire un giusto distanziamento. Il Cts valuta invece necessario portarli a 10 mq.

Pulizia degli attrezzi: obbligatoria l’igienizzazione delle aree di contatto di ciascun attrezzo dopo ogni utilizzo da parte dell’utente.

Docce e spogliatoi: vietato l'uso delle docce ed è necessario anche evitare di lasciare, in luoghi condivisi con altri, gli indumenti indossati per l’attività fisica. Devono quindi essere riposti in zaini o borse personali. Occorre, inoltre, bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate.

Uso della mascherina: gli operatori delle strutture sportive sono obbligati a indossare correttamente il dispositivo di protezione, in modo che vada a coprire interamente naso e bocca.

Dispenser di liquidi igienizzanti: il numero di dispenser e la quantità di gel disinfettante da mettere a disposizione va calibrato non solo in base alla superficie, ma anche in funzione del numero di potenziali utenti che potrebbero utilizzarlo. Devono essere previsti in maniera diffusa in tutti i punti di passaggio, inclusi l’ingresso all’impianto, gli accessi agli spogliatoi e ai servizi nonché gli accessi alle diverse aree.


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