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Attualità martedì 27 dicembre 2016 ore 22:00

"Servizio sanitario da riorganizzare"

I Popolari sottolineano che il San Donato, struttura caratterizzata da ambiti d'eccellenza, presenta problematiche che richiedono un pronto intervento



AREZZO — Una riorganizzazione del servizio sanitario per renderlo sempre più efficace e per indirizzarlo verso la cultura della prevenzione. 

I Popolari per Arezzo sottolineano come l'ospedale San Donato, struttura caratterizzata da molti ambiti d'eccellenza, presenti alcune problematiche che richiedono un pronto intervento per rispondere alle esigenze sanitarie e assistenziali dei cittadini e delle loro famiglie. «La salute e i bisogni degli utenti - commenta l'associazione - devono essere le priorità assolute da parte della direzione sanitaria».

In primis è necessaria la copertura di tutti i ruoli vacanti con figure professionali che dimostrino l'attenzione verso la qualità del management aziendale, mentre negli ultimi anni vi sono stati alcuni incarichi di responsabilità che sono rimasti a lungo scoperti. Il polo ospedaliero aretino si distingue in molti reparti per l'alto livello strumentale raggiunto grazie al Calcit e al coinvolgimento dell'intera cittadinanza, dunque tali investimenti devono essere posti al pieno servizio del territorio e devono essere individuate e valorizzate quelle competenze in grado di potenziare reparti quali l'unità di medicina nucleare, la chirurgia robotica e la cardiologia. 

In parallelo, i Popolari per Arezzo sostengono l'esigenza di ampliare e di ridistribuire la disponibilità di posti letto coerentemente con le esigenze e con le malattie più frequentemente riscontrate. Numerosi accessi al Pronto Soccorso sono determinati da patologie bronco-polmonari o respiratorie, dunque tale riscontro dovrebbe essere seguito dall'allestimento di un'unità specialistica più adeguata in termini di posti di degenza, in grado di assorbire adeguatamente i flussi riscontrati.

Un'ulteriore problematica riguarda il tema della prevenzione e dell'etica. La direzione sanitaria deve impegnarsi a ridurre i lunghissimi tempi di attesa per sottoporsi ad analisi e accertamenti che in molti casi obbligano i cittadini a rivolgersi a strutture private a pagamento. Considerando che per alcune patologie oncologiche anche solo un mese di ritardo rischia di essere fatale, i Popolari per Arezzo chiedono di favorire una cultura della prevenzione garantendo ai cittadini risposte rapide e gratuite. 

«La prevenzione e l'individuazione tempestiva di eventuali problematiche possono risultare decisive per salvare una vita - aggiungono i Popolari per Arezzo - dunque non può esistere prevenzione senza rapidità di indagini. Attendere lunghi mesi per una visita ed essere costretti a ricorrere a visite a pagamento è eticamente inaccettabile. Chiediamo un intervento serio, persuasivo e trasparente della direzione aziendale affinché la prevenzione non diventi un bene comune per pochi ma una risorsa in grado di tutelare la salute di tutti».


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