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Attualità domenica 28 marzo 2021 ore 07:00

Settimana della Passione, in tutti i sensi

I giorni che portano alla Pasqua sono contraddistinti da restrizioni massime in tutta la Regione. Il contagio sale e il conto corrente scende



AREZZO — Siamo entrati nella settimana della Passione. Se a livello religioso i giorni che ci separano dalla Pasqua assumono un significato importante e di speranza, da un punto di vista meramente pratico la settimana prossima sarà un'altra occasione persa

Arezzo e tutta la Toscana sono in piena zona rossa e questo significa ancora restrizioni. I negozi resteranno chiusi, eccezion fatta per quelli di prima necessità che a voler ben vedere sono tutti tranne quelli che vendono abbigliamento per adulti e accessori. 

Le luci resteranno spente nelle sale dei ristoranti e dei bar, che si dovranno ancora accontentare dell'asporto e in tutte quelle attività che si occupano di fornire servizi alla persona, quindi estetiste, barbieri e parrucchieri. Ci sarà limitazione nei movimenti e questo significa che si può uscire di casa solo per validi motivi di salute, lavoro o necessità e comunque non si possono oltrepassare i confini comunali se non per i motivi appena menzionati.

Le scuole, di ogni ordine e grado, resteranno chiuse con i ragazzi che affronteranno i giorni prima delle vacanze pasquali in dad.

Questo è il quadro generale al quale va aggiunto il carico da 11. Se abbiamo ormai capito che la speranza di uscire da questa situazione si chiama vaccino, ancora non ci è dato sapere con precisione come e quando questo siero verrà somministrato alla popolazione. A tal proposito la Toscana in settimana è stata all'attenzione dei media nazionali per aver vaccinato gli avvocati che, con tutto il rispetto, non sono proprio in prima linea o i più esposti alla malattia. 

Per fortuna Giani, anche dopo la tirata di orecchie di Draghi a tutti i governatori, si è ravveduto ed hanno messo in campo un piano vaccinale che tiene conto del fattore anagrafico, oltre che della fragilità del cittadino. Se la strategia è stata affinata, adesso però serve la sostanza e questa risponde ad un unico nome: vaccino. La Regione, e di conseguenza le varie Asl, sono appese ai "capricci" della case farmaceutiche che, come abbiamo visto, dicono una cosa e poi ne fanno un'altra.  

In attesa di avere a disposizione un numero adeguato di dosi, i cittadini boccheggiano. Le aziende sono aperte ma le piccole attività artigianali, commerciali, al dettaglio sono ormai in agonia da troppo tempo. La pandemia ha praticamente raso al suolo alcuni settori e ci vorranno ben altre gru, rispetto ai ristori distribuiti fino ad oggi, per rimettere in piedi quella piccola economia che poi rappresenta la spina dorsale di una comunità. 

Poi c'è l'incognita occupazione. Cosa succederà quando sarà tolto il blocco ai licenziamenti? Un dato è certo. Tutti hanno dovuto ricorrere ai risparmi. La gente ha attinto e continua ad attingere dove può e se persistere ancora questa situazione, oltre che Regione o provincia in rosso ci finiranno anche molti conti correnti

Andrea Duranti
© Riproduzione riservata


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