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Attualità lunedì 11 gennaio 2021 ore 08:45

Siamo in zona gialla, riapre tutto o quasi

Da questa mattina gli studenti delle Superiori, al 50%, tornano in aula. Negozi tutti in attività. Ma l'indice di diffusione ci tiene sotto scacco



AREZZO — Dopo il weekend in arancione, iniziamo la settimana in giallo. Un cambio di colore che si attendeva da tempo. In sostanza le attività ripartono tutte, ma nella pratica non è proprio così.
Infatti, per i ristoranti è consentito il servizio al tavolo, ma solo a pranzo. Al bar si può consumare dentro e prendere il caffè al bancone. Però per entrambe le attività tutto si stoppa alle 18, quando scatta di nuovo la consegna a domicilio o l'asporto.

Anche gli studenti delle Superiori rientrano a scuola in presenza. Con tanto di tutor alle fermate dei mezzi pubblici per evitare assembramenti. Ma la ripartenza tra i banchi non vale per tutti. Infatti hanno la possibilità di frequentare direttamente in aula solo il 50% degli alunni. Per gli altri, a rotazione ovviamente, permangono le lezioni online.

Resta il i divieto nazionale di spostamento fra le regioni mentre sarà possibile muoversi tra Comuni. Ma attenzione al coprifuoco che resta dalle 22 alle 5. E mentre le attività commerciali tireranno tutte su le saracinesche, non possono ancora riaprire le porte musei, teatri, centri sportivi come ad esempio palestre e piscine.

Intanto la curva del contagio ieri è risalita, 79 i casi rilevati in provincia, e ci sono stati anche tre decessi per le complicazioni del virus. Particolarmente colpito il comune di Bibbiena, in Casentino. Il sindaco ha fatto un appello a mantenere la calma ma ha anche evidenziato come si tratti di una raffica di positività legate a parenti degli stessi nuclei, quindi ha invitato ad evitare ritrovi familiari numerosi. L'auspicio è che non si tratti della terza ondata e di una conseguenze delle festività natalizie, nonostante siano trascorse in zona rossa e con limitazioni rigide.

Fortunatamente c'è anche un'altra faccia della medaglia. Le vaccinazioni proseguono. Nell'Aretino stanno interessando ancora operatori sanitari e ospiti delle Rsa. A breve partirà la somministrazione del siero a domicilio per gli ultra 80enni. Ma ancora non ci sono tempi certi per il resto delle categorie a rischio e di tutta la popolazione. Come della disponibilità delle dosi. 

Guardiamo tutti avanti. Sperando che per la Toscana e quindi anche ad Arezzo si concretizzi la zona "bianca", anticamera della totale normalità. Ma la battaglia al virus è ancora difficile. E senza prevenzione è difficile vincerla. Gli occhi, come sempre, sono puntati sull'indice di diffusione, il "famigerato" Rt. Per proseguire in una condizione di limitazioni minori è necessario che si mantenga sotto allo 0,5. E' necessario farcela. In primis per le vittime e i malati, ma anche per la nostra economia e socialità.

Claudia Martini
© Riproduzione riservata


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