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Attualità sabato 19 novembre 2022 ore 17:40

Giulia, dai lividi di un amore tossico alla libertà

Troppe storie come questa. Nel 2022 nella Asl: 8 casi di abusi, 183 di maltrattamenti su donne e 51 su minori. Il percorso per uscirne



AREZZO — I numeri, spesso, nascondono delle storie. Storie di madri, sorelle, amiche, mai a lieto fine perché quando non lasciano cicatrici indelebili nel corpo, le lasciano nell'anima. Sono storie raccontate sempre tardi quelle delle donne che subiscono violenza. Come quella di Giulia (nome di fantasia) che oggi, dopo aver curato i lividi di un amore tossico ha potuto riprendere in mano la sua vita. Il percorso è stato lungo, convinta che quell'uomo la amasse veramente e, nonostante le violenze, non riusciva ad allontanarlo. Poi un giorno ha capito che poteva rischiare tanto. L'accesso al pronto soccorso, la valutazione, la presa in carico dei servizi. Più tardi è arrivata la consapevolezza che no, non poteva essere la normalità. Sono passati anni da quella fantomatica caduta dalle scale. Oggi Giulia sorride ad un nuovo amore.

Nel primo semestre del 2022, nel territorio della Asl Toscana sud est, sono stati attenzionati 8 casi di abusi, 183 casi di maltrattamenti su donne e 51 casi di maltrattamenti su minori. Gli accessi al pronto soccorso risultano in aumento rispetto allo stesso periodo del 2021. Dati allarmanti, rilevati grazie alla preziosa collaborazione di enti e istituzioni territoriali, tra cui associazioni e Centri antiviolenza. “La rete del codice rosa, ormai solida istituzione regionale è in continua evoluzione - commenta la dottoressa Vittoria Doretti coordinatrice regionale della rete - in Toscana stiamo lavorando affinché diventi sempre più dinamica e forte nei collegamenti inter-aziendali e inter-istituzionali. Gli eventi che si sviluppano intorno al giorno del 25 novembre sono motivo di confronto importante".

Una volta che la donna accede al pronto soccorso e viene condivisa la violenza subita le verrà garantita la massima privacy accompagnandola in un locale chiamato stanza rosa dove viene visitata, curata e dove può essere raggiunta dalle forze dell'ordine nel caso voglia denunciare.

Al termine del percorso ospedaliero viene rilevato il rischio di revittimizzazione, ovvero il pericolo che la donna corre in termini di escalation della violenza fino alla possibilità di conseguenze estreme, nel tornare presso la propria abitazione. "Quando il rischio risulta alto - continua la dottoressa Marchetti - proponiamo alla donna un allontanamento dall'ambiente domestico. Se accetta vengono contattati i servizi sociali e/o i Centri Antiviolenza che prendono in carico la donna ed eventuali figlie e figli minori.

Le assistenti sociali della Asl Intervengono subito dopo il momento delle cure erogate nelle strutture sanitarie per garantire la presa in carico territoriale. 

Le iniziative in Provincia di Arezzo

All'Ospedale della Fratta il 25 novembre si terrà una giornata dedicata ad una sessione speciale di donazione del sangue dal titolo “Il sangue delle donne non si versa” promossa da Avis di Cortona.

Ad Arezzo l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti organizza dal 22 al 28 novembre una mostra di pittura dal titolo "Io sono una, io sono tutte" alla Casa dell'Energia e una tavola rotonda il 24 novembre.


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