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Attualità sabato 08 gennaio 2022 ore 10:42

Un giorno nella centrale di tracciamento

Francesca Giovannini, addetta al Tracciamento

Francesca Giovannini è una studentessa di 24 anni che tutte le mattina arriva ad Arezzo da Cortona per relazionarsi con positivi e contatti di caso



AREZZO — Lotta alla pandemia e storie di come si sta combattendo questa battaglia. Oggi parliamo di Francesca Giovannini, studentessa di 24 anni, che tutte le mattine prende servizio presso l'unità di tracciamento di Arezzo. Lei viene da Cortona, e durante il suo turno di otto ore chiama e richiama i cosiddetti i positivi ed contatti di caso, avvisandoli della quarantena e fornendo loro tutte le indicazioni da seguire. Un lavoro tanto importante per la lotta al Covid quanto delicato, viste le molteplici reazioni che si raccolgono dall'altra parte della cornetta.

“Sento molto questa responsabilità perché il tracciamento dei casi è fondamentale per bloccare la pandemia e tutelare i cittadini, soprattutto le persone più fragili - afferma Francesca Giovannini. “Ognuno ha reazioni differenti, ribadisce Francesca, c’è chi accetta serenamente la positività, chi fa mille domande dettate dall’ansia per la notizia appena ricevuta, persino chi si sfoga parlandoti dei suoi problemi e delle sue preoccupazioni sulla malattia. Mi ricordo di un signore che non prese bene il fatto di dover rimanere 10 giorni in quarantena e minacciò la propria fuga compresa di disattivazione del telefono per non farsi trovare. Ancora oggi, nonostante tutto, però sono ottimista e vorrei ancora una volta dare un unico consiglio a tutti; vaccinatevi e rispettate sempre le disposizioni, fate tutto quello che è in vostro potere per cercare di contrastare la pandemia, e non sottovalutate il virus, pensate a coloro che sono più fragili e che non possono curarsi e non hanno la fortuna che abbiamo noi di avere un vaccino”.

Francesca Giovannini è uno dei tanti volti e voci che ogni giorni operano presso l'unità di Tracciamento di Arezzo. Donne e uomini che da quasi due anni lavorano per difendere la salute di tutti. Spesso sono giovani ma al contempo il lavoro ininterrotto sul campo ne ha fato degli esperti. Sono motivati e determinati a non mollare.

“Si tratta di persone, che nonostante la giovane età o la provenienza da settori diversi - dichiara il Direttore della Ausl Toscana sud est Antonio D'Urso - stanno dimostrando sul campo di essere una delle nostre armi migliori nel contrasto e contenimento della pandemia. Da quando abbiamo attivato, tra i primi in Italia, le centrali di tracciamento, nell'ottobre 2020, il loro impegno, che inizialmente sembrava destinato a pochi esperti sanitari, è diventato altamente qualificato e qualificante ed ha coinvolto decine di giovani. I nostri operatori, che alle volte vengono anche minacciati, sono persone motivate e alle quali va il nostro più sentito ringraziamento e sostegno. Dietro a queste complesse procedure di presa in carico, conclude il direttore D'Urso, ci sono donne e uomini, spesso giovani, che stanno permettendo alla nostra società di andare avanti e non ritornare in lockdown”.


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