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Attualità venerdì 19 marzo 2021 ore 12:50

Usca, 17 team in prima linea nella lotta al Covid

L'assistenza domiciliare sempre fondamentale. In questa terza ondata i pazienti sono diventati maggiormente complessi, oltre ad essere più giovani



AREZZO — Il contagio imperversa ancora. Alti i dati come anche la preoccupazione, insieme alla tanta speranza appesa alla campagna di vaccinazione. In questo contesto l'assistenza domiciliare, fatta di visite a casa scandite dall'orologio, decine di chilometri macinati ogni giorno per raggiungere tutti i pazienti tenendo bene in mente che a volte basta la giusta dose di umanità per attenuare la preoccupazione di chi è stato contagiato dal virus, continua ad essere fondamentale. Ed è proprio questa la missione dei team Usca della Asl Toscana Sud Est che in dodici mesi sono diventati un elemento centrale nella battaglia alla pandemia.

Nell'Area Vasta sono 150 medici e 90 infermieri, i professionisti impegnati, da quasi un anno, in quella che è la primissima linea nella lotta al virus: le Usca, (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) contano 43 team (17 ad Arezzo, 13 a Siena e 13 a Grosseto); sono chiamate alla sorveglianza dei positivi in isolamento domiciliare (ad oggi nella Sud Est sono 4.869), monitorano le loro condizioni, li assistono e, se necessario, ne dispongono il ricovero in ospedale.

Tutti giovani con grande entusiasmo e professionalità che hanno visto cambiare il loro ruolo nella battaglia all'emergenza pandemica diventando un elemento fondamentale non solo nella cura, ma anche nella diagnosi e nell’assistenza ai malati di Covid.

Le mansioni sono cambiate, come è cambiato il virus, ed è cambiato anche il tipo di paziente preso in carico. Pazienti sempre più complessi e con bisogni sempre diversi, spesso più giovani e senza particolari comorbidità. La prima ondata, nell'Area Vasta, è stata caratterizzata da numeri relativamente contenuti ma da settembre, con l’arrivo della seconda ondata, i sistemi e le modalità di lavoro si sono modificati. 

I team Usca sono stati quindi dotati di nuove strumentazioni come il braccialetto elettronico per il controllo medico a distanza, gli strumenti per effettuare emogasanalsi, gli ecografi portatili per svolgere ecografie polmonari direttamente a casa. In dodici mesi, inoltre, è cresciuta anche la collaborazione con l’emergenza 118, con il sistema sanitario ospedaliero, con i medici di medicina generale, e soprattutto è stata attivata una formazione continua realizzata grazie ai Dipartimenti di Medicina Specialistica degli Ospedali e alle UOC di Medicina Interna.


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