Sono loro
di Nicola Belcari - Mercoledì 15 Luglio 2026 ore 08:00

Nello Stato assoluto, quando coincide con la tirannide, chi detiene il potere ha diritto di vita e di morte sul suddito. Alla fine di un percorso graduale e continuo di progresso s’è stabilito che il singolo cittadino detiene diritti che nemmeno lo Stato può calpestare. Il Leviatano sta in un recinto di regole che ha riconosciuto legittime e che si autoimpone di rispettare.
Ecco allora il miracolo! David vince Golia. Perché David sta dalla parte della ragione.
Ora al contrario in troppi casi assistiamo all’orrenda parodia di questo sacro principio.
Càpita che lo Stato esca sconfitto da una causa giudiziaria ma non avviene soltanto in virtù della giustizia, a volte è perché abili avvocati sanno far prevalere l’interesse dell’assistito.
In questo modo accade che i colpevoli di disastri gravi non sempre siano puniti a dispetto e offesa delle vittime e dei parenti, non paghino né con la detenzione, né con indennizzi, oppure succede che qualcuno riceva compensi o risarcimenti milionari a cui non avrebbe diritto.
È ovvio che non si tratta di cittadini qualsiasi: pochi potenti possono piegare l’interesse pubblico a favore del proprio. Sono capi di grandi aziende, potenti o amici di potenti.
Così lo Stato non siamo tutti noi, ma quei pochi privati. Lo Stato ridotto a zimbello imbelle, preda di un’appropriazione privata, senza forza cogente, né autorità, né rispetto del senso della Giustizia.
Chi rappresentando lo Stato cede, per incompetenza o altri meno chiari motivi, non paga col proprio denaro o può addirittura ricevere un indiretto beneficio dalla sconfitta.
Lo Stato non è la Comunità. Lo Stato sono loro.
E purtroppo non c’è niente da ridere.
Nicola Belcari









