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Attualità giovedì 29 ottobre 2015 ore 11:24

“Io per noi”, capire la disabilità tutti insieme

Associazione Autismo promuove per l'anno scolastico Io per noi, creare un linguaggio comune tra sanità, scuola e famiglie sui disturbi autistici



AREZZO — L'Associzioane Autismo Arezzo fa sapere che sono sempre di più i bambini autistici che entrano nel percorso scolastico e spesso le attività tradizionali di sostegno non sono sufficienti a creare opportunità di crescita negli studenti autistici. 

Per questo motivo l’Associazione ha lanciato il progetto “Io per noi” che si pone come obiettivo quello di creare un linguaggio comune tra sanità, scuola e famiglie in tema di disturbi dello spettro autistico attraverso la progettazione partecipata d’iniziative dei care givers, ed il confronto fra diverse esperienze a livello provinciale.


Il periodo d’intervento è il secondo quadrimestre del primo anno di ciascun ciclo scolastico, per consentire al gruppo di appartenenza del bambino di sviluppare un autonomo percorso d’integrazione e poi, per valorizzare la fase conclusiva del progetto sfruttando la maggior conoscenza diretta del bambino-ragazzo.

L’idea è quella di fare ampio uso delle immagini e dei linguaggi cinematografici che, spesso, definiscono ed inquadrano la disabilità meglio delle parole. Il film prescelto è “Vado a Scuola” di Pascal Pisson (2013) che racconta come 4 ragazzi, tra gli 11 e i 13 anni, in 4 angoli sperduti della terra affrontino ogni giorno ore di cammino, a rischio della loro stessa vita, pur di arrivare a scuola.

L’obiettivo è quello di mettere i giovani studenti di fronte all’idea di possedere “capacità diverse”, di dover raggiungere traguardi attraverso strade alternative, di perdere per un attimo le proprie capacità per possederne delle altre. Ad esempio verranno fatti utilizzare agli alunni strumenti o indumenti (guanti per giardinaggio) al fine di introdurre difficoltà a svolgere le attività manuali giornaliere (scrivere, mangiare, disegnare, ecc.) ed altre attività come ad esempio fare giardinaggio, bricolage, fare delle catenine o braccialetti, per poi stimolare una riflessione sulle conseguenze di ridotte capacità fine-motorie.


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