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Attualità venerdì 09 ottobre 2015 ore 16:23

Lo sport traina il turismo aretino

Ne è convinta la Confcommercio di Arezzo e un’altra conferma dagli alberghi tutti al completo grazie alla Maratonina che ci corre Domenica 11 Ottobre



AREZZO — Non è la prima volta che il turismo sportivo fa registrare una perfomance così positiva alla ricettività aretina, ma come dice Laura Lodone di Confcommercio, questi sono eventi singoli e non inseriti in una strategia istituzionale definita e agli albergatori rimangono da gestire lunghe settimane con risultati ben più scarsi.

Secondo la Confcommercio, manca ancora una politica del territorio a cui le imprese possano agganciarsi per sviluppare i loro affari. “Ancora a livello generale ci si ostina a legare il turismo al solo richiamo di beni culturali come gli affreschi di Piero della Francesca, che per carità sono importanti ma non sono i soli tratti distintivi del nostro territorio, dal momento che tutte le città italiane hanno almeno un pittore famoso da promuovere. E nel frattempo per attirare clienti le strutture ricettive agiscono solo sulla leva del prezzo” – afferma Lodone.

Dai dati elaborati da Confcommercio emerge che la tariffa media di vendita per ogni camera d’albergo ad Arezzo è diminuita di dieci euro dal 2011 ad oggi, passando da € 73,45 del 2011 a 63,25 del terzo semestre 2015. Il tasso di occupazione delle camere ha invece avuto un lieve aumento del 2%, passando dal 47,8% del 2011 al 49,9% del terzo trimestre del 2015. Ovvero, ogni giorno un albergo ha la speranza di vendere la metà delle camere disponibili. Ma se pure i clienti aumentano, i guadagni languono: il ricavo medio per una camera d’albergo (RevPar) è diminuito di 3,59 euro dal 2011 ad oggi, a fronte di aumenti considerevoli nel costo del lavoro e dei servizi, oltre che nella imposizione fiscale.

“Se però le cose non cambiano, di questo passo Arezzo, prima ancora di diventare davvero una meta turistica di richiamo, è destinata a svendersi per competere con altre città italiane simili. Le amministrazioni e tutti gli altri soggetti coinvolti devono prendere una decisione sul futuro del comparto turistico, altrimenti il disorientamento nelle imprese ricettive è destinato solo ad aumentare” - sottolineano dalla Confcommercio.



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