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Roma, il video dell'aggressione all'avvocato che chiedeva di mettere il guinzaglio al cane
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Attualità mercoledì 15 luglio 2020 ore 13:14

​Saracino, Donati e Ralli spezzano la lancia

Dopo l'annullamento della manifestazione, gli sfidanti del sindaco Ghinelli “salvano” il suo vice e i quartieri. Gamurrini in modalità Zen



AREZZO — Chissà cosa frulla nella testa del Saracino?  In questi giorni è stato a lungo evocato e con lui la manifestazione clou di Arezzo. Il tormentone per diverse settimane è stato: Giostra di settembre sì o no? 

Tutta colpa del Covid e di quel distanziamento sociale che ribalta abitudini e declina regole da rispettare rigorosamente. Ma in queste ore, al Saracino le orecchie sono fischiate con decibel decisamente sopra la media, perchè la Giostra di settembre, alla fine non si correrà come deciso ieri nel vertice in Prefettura

Tuttavia, dietro al “no” tecnico legato alla mancanza di condizioni di sicurezza, si incuneano polemiche e stilettate che agitano gli equilibri nella maggioranza a Palazzo Cavallo e, ancora una volta, raccontano di distanze ormai siderali tra il sindaco Alessandro Ghinelli e il suo vice Gianfrancesco Gamurrini. Almeno così pare di capire, leggendo il commento amareggiato del primo cittadino che si era dato da fare – come spiega – per approntare un piano B in grado di far correre Giostra anche se in versione light. In quella parola “peccato” che Ghinelli associa a un'esclamazione, c'è il disappunto per un no netto che rimanda ad una riunione preparatoria al vertice in Prefettura tra Gamurrini e i rettori dei quattro quartieri.

Dubbi e sospetti aleggiano su come siano andate le cose; quanto basta per rimarcare, se mai ce ne fosse bisogno, il “distanziamento sociale” ma sopratutto politico tra il sindaco e il suo vice.

Il giorno dopo è proprio Gamurrini a scegliere il silenzio rispetto alle parole del sindaco, il che non contribuisce a fare chiarezza sulla vicenda. E non è un caso se Luciano Ralli e Marco Donati, candidati sindaco e sfidanti di Ghinelli, dai rispettivi osservatori “cavalcano lancia in resta” su Palazzo Cavallo.

Ralli che corre sotto le insegne del centrosinistra è netto: “Ho molto rispetto dei quartieri e se l'orientamento peraltro già noto dei quattro rettori era di non correre Giostra se questo avesse comportato rinunciare a tutte le caratteristiche di festa popolare, la decisione finale non mi ha meravigliato, perchè la volontà dei quartieri va rispettata”.

Ma cosa avrebbe fatto Luciano Ralli nei panni di sindaco? “Avrei sentito il prefetto e avrei deciso insieme ai quattro rettori. Tutto ciò che riguarda la Giostra va esaminato con un dialogo e confronto costante, arrivando ad una decisione condivisa. In questo caso mi pare che la decisione finale abbia poco a che vedere con la Giostra quanto piuttosto con i rapporti non ottimali tra sindaco e vicesindaco. Credo che Gamurrini abbia un rapporto più stretto con i quartieri e sapesse già quale era la loro posizione che conoscevo già anche io. Mi meraviglia che il sindaco non avesse contezza di questo”.

Per Marco Donati alla guida della civica Scelgo Arezzo non è giusto innestare una polemica politica su un tema così delicato e avevo già detto che qualunque decisione del sindaco fosse emersa, l'avrei rispettata. Certo, il retroscena che sta emergendo denota un approssimazione nei rapporti e il tentativo di responsabilizzare eccessivamente i rettori dei quartieri tentando di giocare allo scaricabarile puntando l'indice sul vicesindaco che, immagino, avrà agito su un preciso mandato del sindaco. Una decisione del genere è talmente importante perchè riguarda la salute pubblica che non può diventare oggetto di polemica politica. E' un'altra vicenda che denota la mancanza di chiarezza di questa amministrazione. Aggiungo che con un anno di stop della Giostra, il Comune deve provvedere a sostenere i quartieri che subiranno ripercussioni per l'annullamento della manifestazione”

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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