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Attualità giovedì 21 marzo 2024 ore 18:00

Attivo un nuovo macchinario per la Radioterapia

In funzione il nuovo acceleratore lineare finanziato con i fondi Pnrr. Somministrazione di terapie antitumorali in modo più preciso ed efficace



AREZZO — Un nuovo dispositivo per la cura dei tumori. È il nuovo acceleratore lineare in dotazione al Reparto di Radioterapia del San Donato che ieri è stato impiegato per la prima volta per trattare una paziente. Il dispositivo è stato acquistato dalla Asl Toscana Sud Est grazie ai fondi Pnrr -Next generation Eu, facendo della Uoc Radioterapia diretta dalla dr.ssa Simona Borghesi un reparto di eccellenza. Un acceleratore al quale se ne affiancherà un seocndo nei prossimi mesi. E insieme al nuovo dispositivo cambia anche l’aspetto visivo dei locali che lo ospita e destinato ad accogliere i pazienti.L’ingresso al bunker è infatti decorato con un paesaggio fiorito mentre sul soffitto del bunker nel quale è installato l’acceleratore lineare si apre un cielo con sole e nuvole bianche riprodotto con l’intensità della luce naturale.

«Questo è il primo passo verso l’umanizzazione dei locali deputati alla radioterapia – spiega la dr.ssa Simona Borghesi, direttrice UOC Radioterapia San Donato Arezzo –. Per i pazienti è importante trovare un ambiente accogliente che non faccia pensare all’ospedale e che possa distrarli dalla terapia e dalla propria condizione contribuendo in modo positivo alla terapia».
«L’acceleratore lineare permette di ottimizzare il trattamento radioterapico aumentando ulteriormente la sicurezza per il paziente – prosegue la dr.ssa Borghesi -. Obiettivo del trattamento radioterapico è infatti la somministrazione accurata della dose necessaria a trattare il tumore preservando, al tempo stesso, i tessuti sani circostanti. L’utilizzo del sistema di Surface IGRT (Surface Image Guided Radiation Therapy) consente, ad ogni seduta di trattamento, di monitorare in modo non invasivo e submillimetrico il posizionamento del paziente e trattare così la lesione tumorale con alta precisione, in particolare quelle localizzate in organi mobili che risentono del movimento dovuto al respiro come nel caso di neoplasie polmonari, epatiche, surrenaliche, pancreatiche, minimizzando l’irradiazione dei tessuti sani con conseguente riduzione degli effetti collaterali della radioterapia sia a breve che a lungo termine».


Il sistema di monitoraggio non invasivo integrato con l’acceleratore lineare è costituito da tre scanner 3D capaci di proiettare informazioni sul posizionamento sulla cute del paziente e in tempo reale ricostruirne la superficie in alta risoluzione.Il paziente viene guidato grazie a sistemi di coaching audiovisivi che forniscono informazioni sul respiro e sull’ampiezza dell’apnea ottimale per il trattamento radioterapico. Una tecnologia che grazie al monitoraggio continuo del posizionamento del paziente durante la seduta di radioterapia permette di effettuare trattamenti sincronizzati con la respirazione e controllare l’erogazione del fascio di radiazioni che viene emesso solo nella fase respiratoria corretta.
«Il nuovo acceleratore – puntualizza Borghesi - impiega la tecnologia per consentire, in modo semplice, al paziente di poter collaborare al trattamento radioterapico grazie ad un tablet wireless che mostra al paziente una raffigurazione del proprio respiro e pannelli luminosi installati nel bunker che modificano il proprio colore indicando se è posizionato in modo corretto o meno».
«I trattamenti sincronizzati con l’atto respiratorio – conclude Borghesi - portano numerosi benefici al paziente riducendo la dose sugli organi sani e per esempio, nel caso del cuore, l’eventuale cardiotossicità. L’acceleratore lineare è particolarmente indicato per i cosiddetti trattamenti stereotassici che consentono di somministrare elevate dosi di radioterapia in poche sedute di alta precisione e di breve durata grazie alla velocità di irraggiamento della macchina nuova.Un ringraziamento particolare per il raggiungimento di questo primo obiettivo previsto di grande innovazione tecnologica finalizzata all’ottimizzazione delle cure al paziente va alla Direzione che ha fortemente voluto e supportato questo importante progetto e a tutto il team dell’azienda Toscana Sud Est che in grande sinergia sta lavorando a ritmi serrati con passione e dedizione: Lavori Pubblici, Governo Tecnologie elettromedicali, Estar, Fisici sanitari e tutta l’equipe di Medici, Tecnici e Infermieri della Radioterapia»


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