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Attualità giovedì 31 marzo 2022 ore 08:21

Vino aretino ed export, spettro guerra e siccità

Confagricoltura rileva una crescita delle esportazioni nel 2021. Il settore ha retto anche alla pandemia ma c'è incertezza sul futuro



AREZZO E PROVINCIA — Ripresa post pandemica, cambiamento climatico, conflitto in Ucraina, sanzioni e riflessi sull’export. Sono questi gli interrogativi del mondo del vino, un settore importante nell'Aretino, in vista dei prossimi appuntamenti fieristici internazionali come "Vinitaly" e "Pro Wein".

"Nonostante il periodo ancora complesso, l’export nel 2021 è cresciuto - dichiara il vice presidente di Confagricoltura Arezzo, Tommaso Albergotti - in questo scenario la Toscana, con il suo +16,4%, è andata meglio della media nazionale (+12,4%). Si tratta di dati che da una parte indicano la ripresa del comparto, ma che andranno necessariamente messi a confronto con le performance del settore in questo 2022".

"Il periodo trascorso per il vino è stato meno negativo che per altri settori - aggiunge Anastasia Mancini, vicepresidente Confagricoltura Arezzo - un risultato reso possibile anche grazie alla risposta delle aziende che in maniera dinamica hanno differenziato le vendite durante la pandemia. Certo che il blocco della ristorazione ha inevitabilmente lasciato un segno ed ha comportato ripercussioni".

Adesso l’attesa è per la stagione 2022, un periodo che in questi primi mesi dell’anno è stato contraddistinto dalla siccità. Sul fronte internazionale restano numerosi interrogativi: il conflitto e l’escalation delle sanzioni economiche avranno i loro riflessi anche per le aziende produttrici locali. C’è da segnalare che dei circa 375 milioni di dollari di export italiano del vino in Russia, un’ampia fetta riguarda soprattutto spumanti e vini frizzanti. Attualmente le esportazione di vino in Russia non sono tutte vietate, tuttavia le principali difficoltà riguardano gli strumenti finanziari che assicurano il commercio. 

Altri problemi sono relativi invece all’aumento del costo delle materie prime, energia e carburanti in primo piano, ma non solo. Basti pensare che l’Ucraina, come luogo di produzione di bottiglie in vetro, era un partner significativo delle nostre cantine. Sempre sul fronte dell’inflazione sui materiali, è ormai indispensabile che la Regione adegui il prezzario utilizzato per il calcolo dei costi sostenuti dalle aziende agricole oggetto di contributo.

"Il comparto del vino - terminano Albergotti e Mancini - è al lavoro per presentare le proprie offerte a Verona in occasione di Vinitaly (9-12 aprile) e poi a maggio al Pro Wein di Düsseldorf. Anche la ripresa dei grandi eventi fieristici in presenza è sinonimo della voglia di ritorno alla convivialità, elemento alla base del consumo delle nostre eccellenze enologiche".


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