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Attualità mercoledì 16 marzo 2022 ore 16:35

L'onda della guerra, tsunami sull'export aretino

Caro bollette e carburanti minano le imprese di filiera. Il presidente di Confartigianato "rischio stop delle esportazioni". Flagello oro e moda



AREZZO E PROVINCIA — L’onda lunga della guerra in Ucraina sta minando il sistema economico italiano, con gravi conseguenze sulle esportazioni aretine, un ambito particolarmente incisivo sulla congiuntura locale.

“Come spesso accade – spiega il presidente di Confartigianato Arezzo, Ferrer Vannetti - le prime a risentirne maggiormente sono le micro e piccole imprese della filiera artigianale. In questa situazione si rischia lo stop delle esportazioni”, in conseguenza a prezzi dell'energia e del carburante alle stelle.

Vannetti tiene conto, andando avanti nella sua valutazione, della situazione complessiva dell’export dai nostri territori secondo i dati appena forniti dalla Camera di Commercio e riferiti al 2021, per cui ancora una volta la principale voce sono i metalli preziosi: lo scorso anno i flussi verso l'estero sono stati pari a poco più di 5 miliardi di euro, in diminuzione di oltre 2 miliardi di euro in termini assoluti e del -28,3% in termini percentuali

Un dato fortemente negativo, anche se, rispetto al 2019 la variazione è ancora positiva (+18,8%). Andamento opposto invece per gioielleria e oreficeria con 2 miliardi e 535 milioni una crescita del +73,5% rispetto al 2020 e del 23,5% rispetto al 2019. E’ un risultato positivo determinato da un forte aumento del volume delle vendite ed in misura molto minore, rispetto al passato, del prezzo dell’oro. Nel 2021 è infatti cresciuto dell’1,6% nelle quotazioni in dollari mentre è diminuito dell’1,8% in quelle in euro. 
“Ma lo scenario anche qui sta peggiorando a causa del conflitto – dice ancora Vannetti - visto che la crescita delle quotazioni dell’oro si sta impennando e nei primi due mesi del 2022 il prezzo è cresciuto dell’8,2%”.

Dai dati della Cciaa il comparto della moda è quello che appare più in difficoltà, tra le specializzazioni manifatturiere della nostra provincia, con una variazione del -35,8% rispetto al 2020 e del -29,8% rispetto al 2019.

In generale, approfondisce “lo scorso anno l’export verso la Russia ha pesato per 7,7 miliardi, mentre quello verso l’Ucraina per 2,1 miliardi. Questo ultimo valore registra, quindi, un aumento del 20% delle esportazioni verso il Paese invaso. Di contro, adesso, secondo i primi dati a disposizione di Confartigianato nazionale, per via del conflitto, abbiamo perso il 30% del valore dell’esportazione verso questi Paesi. Il comparto della moda ha addirittura perso il 42%, mentre quello dei macchinari il 26%. Se teniamo presente che il 35% del totale delle esportazioni è operato dalle imprese artigiane è evidente la gravissima crisi che stiamo vivendo”.

“Noi come Confartigianato Arezzo stiamo facendo tutto il possibile per aiutare le imprese, anche grazie al nostro servizio di consulenza avanzata per l’export” termina Vannetti.


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