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Attualità martedì 13 aprile 2021 ore 07:00

Effetto Covid, in bus più lavoratori meno studenti

Ecco i dati rilevati nell'ultimo anno relativi a Tiemme/Etruria Mobilità. Gli utenti chiedono soprattutto attenzione su affollamento e pulizia



AREZZO — Il bus viene sempre più scelto per raggiungere il luogo di lavoro, specie nella fascia di età tra i 36 e i 55 anni, soprattutto per via della convenienza dal punto di vista economico ed organizzativo. Età media, quindi, in rialzo a bordo della flotta aretina di Tiemme/Etruria Mobilità.

Questo è quanto fotografato dalla nuova edizione dell’indagine di Customer Satisfaction condotta dall’azienda in collaborazione con l’Università di Siena nel corso del 2020, su un campione composto per il 23% da uomini e per il 77% da donne.

“L’approfondimento di questi dati è per noi molto importante – spiega il Presidente di Tiemme Spa, Massimiliano Dindalini – per capire quanto e come il livello di soddisfazione generale dell’utenza sia cambiato in un anno molto complicato come è stato il 2020. Inoltre, non trascuriamo gli aspetti su cui sono emerse alcune criticità, come ad esempio la puntualità dei nostri servizi, e che saranno oggetto di approfondimento e valutazioni per dare risposte concrete alla nostra clientela”.

Analisi dei risultati

Quale principale novità nell’anno condizionato dalla pandemia si nota un calo dei giovani fino ai 25 anni a bordo (ora al 25%, contro il 73% del 2019) mentre la fascia 36-55 anni costituisce il 56% del totale. Questo dato rispecchia l’occupazione prevalente degli utenti intervistati: gli studenti sono il 20% (contro il 60,5% nel 2019) e la categoria degli impiegati si consolida al 30%.

L’impatto del Covid-19 mostra un cambiamento nelle ragioni di spostamento: la maggioranza dei consumatori (67%) utilizza il bus a scopo di lavoro, seguono acquisti (6%), tempo libero (4%) e visite mediche (4%). Mentre la mobilità per studio, al tempo della Dad e delle frequenti variazioni nello svolgimento delle lezioni, è calata al 19% (era il 53% nel 2019), anche se questo dato risale al 27% nel caso di servizio extraurbano.

Viene confermata una buona fidelizzazione dell’utenza: l’88% degli intervistati possiede l’abbonamento. Si registra, inoltre, l’aumento di chi utilizza il servizio spesso: il 76% lo usa cinque volte a settimana, fin all’86% coloro che lo usano almeno tre giorni alla settimana.

La scelta del bus come mezzo di trasporto è da collegarsi soprattutto alla convenienza economica (56%), oltre che alla velocità negli spostamenti (44%) e l’assenza di problemi di parcheggio (27%). Per il 2020 il livello di soddisfazione generale si conferma elevato (94%) con punti di forza la sicurezza del viaggio e la sicurezza a bordo, a cui si aggiungono anche l’attenzione all’ambiente e la professionalità del personale.

Emerge infine una richiesta d’attenzione verso alcuni aspetti del servizio quali l’affollamento dei mezzi e la pulizia che, durante questo periodo di pandemia, risultano essere un argomento molto sentito da parte dei viaggiatori.


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