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Cronaca venerdì 23 giugno 2023 ore 14:37

Fiamme Gialle in festa per il 249° anniversario

guardia di finanza

Le cerimonie si sono svolte al comando provinciale aretino e sono state l'occasione per tracciare il bilancio delle attività sul territorio



AREZZO — Fiamme Gialle in festa per il 249° anniversario della fondazione del corpo della guardia di finanza. Le cerimonie celebrative si sono svolte presso il comando provinciale di Arezzo alla presenza delle più alte cariche istituzionali della provincia, del comandante provinciale colonnello Adriano Lovito e di una rappresentanza di ufficiali, ispettori, sovrintendenti, appuntati e finanzieri e del personale in congedo delle Sezioni Anfi di Arezzo e Valdarno Superiore.

L'occasione ha fornito spunto per tracciare il bilancio delle attività sul territori nel 2022 e nei primi 5 mesi del 2023: sono stati 373 gli interventi ispettivi e 220 le indagini per contrastare gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità economica ed organizzata. 

Ad essi si aggiungono i controlli di contrasto alle frodi fiscali, le azioni contro la criminalità organizzata, la tutela della spesa pubblica e molto altro, compresi i servizi finalizzati alla sicurezza pubblica. Ecco tutti i dettagli.

Contrasto frodi ed evasione fiscale

Nel periodo in esame, sono stati scoperti 99 evasori totali, ossia soggetti esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti all’Amministrazione finanziaria e 218 lavoratori in “nero” o irregolari. 73 sono i datori di lavoro verbalizzati, per aver impiegato manodopera irregolare.

Tra le operazioni di maggiore rilievo, i Finanzieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno hanno individuato un laboratorio di fabbricazione di accessori per abbigliamento, completamente sconosciuto al fisco, gestito da un imprenditore che ha utilizzato 28 lavoratori “in nero” e 9 irregolari, così da abbattere notevolmente i costi aziendali, praticando, in tal modo, una concorrenza sleale, a danno della maggioranza delle aziende, che agiscono nel pieno della legalità.

I soggetti denunciati per reati fiscali sono 96, mentre il valore dei beni sequestrati e confiscati è di 4 milioni di euro

Le proposte di sequestro, tuttora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, ammontano ad oltre 30 milioni di euro. A tutela dell’imprenditoria legale ed a contrasto dell’evasione e delle frodi fiscali, fenomeni distorsivi che, nei fatti, realizzano forme di concorrenza sleale, i militari del Gruppo di Arezzo, a conclusione degli accertamenti di natura finanziaria e patrimoniale, hanno eseguito un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, anche nella forma “per equivalente”, vincolando somme di denaro per 340mila euro e immobili abitativi e commerciali, per un valore di oltre 420mila euro, pari al profitto derivante dai reati tributari, quali l’omesso versamento di ritenute fiscali e IVA, ascritti al rappresentante legale di una società aretina, attiva nel settore dell’abbigliamento. 

Sono 4 i casi di evasione fiscale internazionale scoperti, principalmente riconducibili a società “esterovestite” o a “stabili organizzazioni occulte” in Italia. 

Sono state avanzate 34 proposte di cessazione di partita IVA, nei confronti di soggetti economici connotati da profili di pericolosità fiscale, riconducibili a società cosiddette “apri e chiudi”, costituite strumentalmente per evadere le imposte.

Relativamente ai fenomeni delle frodi fiscali e delle indebite compensazioni, sono diverse le attività concluse. Complessa l'indagine di polizia giudiziaria, svolta dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, nei confronti di un’organizzazione criminale, con base in città, dedita alla commissione di una pluralità di delitti, che vanno dalla frode fiscale, realizzata mediante l’evasione dell’IVA derivante dalla compravendita di metallo prezioso, per un giro d’affari di circa 100 milioni di euro, all’autoriciclaggio dei proventi illecitamente accumulati.

Il meccanismo fraudolento scoperto, fondato sul collaudato schema dell’interposizione fittizia di soggetti economici strumentali nel circuito commerciale (cosiddette società “cartiere”), si è, principalmente, sviluppato mediante scambi intercorsi fra tre società, con sede in Toscana, Campania e Lombardia, le quali hanno ceduto ingenti quantitativi di metalli preziosi, in particolare, oro e palladio, ricorrendo a false fatturazioni. L’attività ha portato alla denuncia di 8 soggetti, indagati, a vario titolo, per truffa, riciclaggio e autoriciclaggio, ed al sequestro di 21 chili di metalli preziosi e denaro contante, per un valore di oltre 1,8 milioni di euro.

Inoltre, gli interventi ispettivi fiscali hanno fatto emergere IVA dovuta per circa 10 milioni di euro, oltre a base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, per 500mila euro, con conseguente ulteriore denuncia di 2 persone, per violazioni tributarie costituenti reato.

Sempre nel comparto della lotta all’evasione fiscale, è da considerarsi significativo l’operato dei Reparti di questo Comando Provinciale nel settore della tassazione dei proventi illeciti; la legislazione prevede che qualsiasi accrescimento di ricchezza da fonte illegale sia da considerarsi soggetto ad imposizione fiscale.

In un caso, sono emersi proventi da attività illecite per 1,2 milioni di euro, con il conseguente recupero a tassazione, che hanno comportato la denuncia di 2 soggetti, per reati tributari. Si tratta di un intervento eseguito dai Finanzieri del Gruppo di Arezzo, i quali hanno avviato una verifica fiscale, nei confronti di un soggetto autore di molteplici truffe, rilevando l’omessa dichiarazione di redditi, a cui corrisponde un’imposta evasa di circa 500mila euro, per gli anni 2019 e 2020.

Non è mancata l’attenzione delle Fiamme Gialle aretine per la tutela della libera concorrenza del mercato e per assicurare il monitoraggio dei prezzi, nonché per contrastare le condotte fraudolente nel settore dei prodotti energetici. Sono 421 i controlli in materia di circolazione dei prodotti sottoposti ad accise. Numerosi quelli sul rispetto della normativa in tema di trasparenza dei prezzi al consumatore (71), con 15 violazioni riscontrate, per irregolarità nella disciplina della pubblicità dei prezzi del carburante (per l’omessa comunicazione periodica al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del prezzo effettivamente praticato).

Tutela spesa pubblica

Nel complesso, sono 234 gli interventi svolti a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, da quelli finanziati dall’Unione europea a quelli degli enti locali, cui si aggiungono 10 deleghe d’indagine, concluse in collaborazione con la Procura Regionale della Corte dei conti.

Si tratta di attività che hanno spesso una ricaduta sul versante erariale e che hanno comportato la segnalazione alla magistratura contabile di danni per circa 2,7 milioni di euro.

Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, nel periodo in esame, è stato realizzato uno specifico dispositivo operativo, volto al contrasto dei fenomeni di illecita percezione del “Reddito di Cittadinanza”. Gli interventi, sia di iniziativa, sia orientati da mirate analisi di rischio sviluppate dai reparti Speciali del Corpo, svolti anche con il contributo dell’INPS, sono stati indirizzati, in maniera puntuale e selettiva, nei confronti delle posizioni (ben 91) connotate da concreti elementi di rischio ed hanno permesso di intercettare 587mila euro di erogazioni indebitamente percepite e 195mila euro di aiuti richiesti e non ancora riscossi, nonché di segnalare 80 soggetti all’Autorità Giudiziaria, per le ipotesi di reato di falso, previste dalla normativa di settore.

La Guardia di Finanza è, altresì, chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nel dispositivo di controllo, teso ad assicurare che le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vengano utilizzate correttamente. I 26 controlli, sinora svolti, hanno riguardato, principalmente, soggetti economici che vantano crediti fiscali (anch’essi finanziati con il PNRR), inerenti a costi per “ricerca e sviluppo” e per l’“acquisto di beni strumentali”.

Contrasto criminalità organizzata ed economico-finanziaria

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, è stato operato il sequestro di beni per un valore di oltre 3 milioni di euro. 8 le persone denunciate, in materia di riciclaggio ed autoriciclaggio. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato sui 22 milioni di euro

Con riguardo agli accertamenti finalizzati alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, i Reparti hanno proceduto allo sviluppo di 152 segnalazioni di operazioni sospette. In applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 62 soggetti. 

Ammonta a oltre 2,7 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro. In merito, rileva l’attività conclusa nel 2022, in collaborazione con la Polizia di Stato, che ha portato all’esecuzione di un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Firenze - Ufficio Misure di Prevenzione, dell’intero patrimonio di una società di Arezzo, per un valore di oltre 1,5 milioni di euro, riconducibile ad un soggetto condannato con sentenza definitiva, per “associazione di tipo mafioso”.

Sono stati eseguiti 795 accertamenti, a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, per la maggior parte riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. 

I Reparti operativi hanno effettuato 90 interventi e sottoposto a sequestro oltre 153mila prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e/o non sicuri, segnalando agli Uffici competenti 46 soggetti.

Di particolare importanza, nel settore del contrasto alla diffusione di prodotti non sicuri, si inserisce l’operazione che ha interessato operatori economici di Arezzo, Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Bibbiena e Capolona, portando al sequestro, tra l’altro, di oltre 8.800 giocattoli, ritenuti irregolari, in quanto palesemente non conformi ai requisiti tecnici previsti, così come stabilito dalla disciplina nazionale e comunitaria. 

Nel corso delle attività investigative, sono emerse violazioni concernenti la tutela del patrimonio culturale. Sono stati recuperati beni di alto valore storico, grazie all’indagine condotta dalla Tenenza di Poppi, riguardante reperti archeologici di origine etrusca, manufatti in ceramica e terracotta di pregiata fattura e di inestimabile valore, risalenti al periodo tra il VII e il VI secolo a.C., di provenienza dall’area dell’Etruria meridionale, tutti sottoposti a sequestro, per essere restituiti alla collettività.

Ordine e sicurezza pubblica

Relativamente al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, sono 26 gli interventi effettuati, che hanno permesso di sequestrare circa 25 chili di varie sostanze stupefacenti, con la segnalazione alle Autorità competenti (Procura della Repubblica e Prefettura) di 35 soggetti.

Di rilievo è sicuramente l’operazione, originata dall’attività investigativa condotta nel territorio valdarnese dai militari della Compagnia di San Giovanni Valdarno, che ha consentito la scoperta e, quindi, il sequestro di 19 “panetti” di hashish, oltre a denaro contante, nonché l’arresto di un soggetto.

Per ciò che attiene al controllo del territorio, sono molteplici i servizi svolti in materia di pubblica utilità “117” (2.064 pattuglie), nonché quelli svolti nell’ambito del concorso all’ordine ed alla sicurezza pubblica, disposti dall’Autorità Provinciale di pubblica sicurezza.

Sempre nell’ambito del controllo economico del territorio, lo scorso anno, sono stati sottoposti a sequestro oltre 500 chili di articoli pirotecnici ed è stato denunciato il titolare di un esercizio commerciale, per irregolarità nella detenzione e nello stoccaggio dei materiali esplosivi.


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