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Attualità sabato 23 ottobre 2021 ore 15:44

Il Milite Ignoto è cittadino onorario di Arezzo

Questa mattina la cerimonia in Prefettura. Significative le parole del sindaco Ghinelli sulla lotta alla pandemia e il futuro dei giovani



AREZZO — "All'unanimità e con partecipazione sincera, il Consiglio Comunale ha approvato il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, l'anonimo fante la cui memoria racchiude in sé l'omaggio alle centinaia di migliaia di soldati italiani - per la gran parte giovanissimi - caduti e dispersi nel corso della prima guerra mondiale e, insieme a loro, a tutti quelli che combattendo per la Patria hanno perso la vita. Il 31 ottobre di cento anni fa la nostra Città è stata protagonista della sua storia per una notte, quando il convoglio che ne trasportava la salma da Aquileia a Roma sostò nella nostra stazione. Un viaggio drammatico ma il cui percorso segnò l'identità e alimentò il senso di appartenenza di noi italiani, rafforzando la struttura della nostra comunità nazionale".

Queste le parole del sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, in occasione del 100° Anniversario della Traslazione della salma del Milite Ignoto e il conferimento della cittadinanza onoraria di Arezzo (scaturita da un atto di indirizzo di OraGhinelli approvato all'unanimità lo scorso 30 settembre) oltre che per la Cerimonia di inaugurazione del XXXVI Congresso Nazionale Istituto del Nastro Azzurro che si sono svolte in Prefettura a Poggio del Sole. Il primo cittadino ha consegnato la pergamena della cittadinanza onoraria nella mani del Comandante dell'Istituto Geografico Militare, Generale D. Pietro Tornabene.

"Da allora emblema di sacrificio, di libertà, di unità e di identità nazionale, quest'uomo indefinito è divenuto il simbolo dei simboli, ovvero essenza che dà significato al percorso dell'esistenza umana contro ogni egoismo individuale. E' sacrificio inteso come consapevole rinuncia di se stessi, come limite alla propria individualità, in nome di un bene e di uno sforzo collettivi e condivisi" ha proseguito Ghinelli.

Quindi, il sindaco ha terminato con un evidente riferimento alla pandemia "quasi sempre ritroviamo nella trasposizione valoriale della nostra storia una contemporaneità che è guida per il nostro presente, necessaria e sostanziale, e la celebrazione, quest'anno, del centenario della traslazione e tumulazione del Milite Ignoto all'Altare della Patria, proprio per tutto ciò che in sé racchiude, è quanto mai attuale. E' su quel messaggio che dobbiamo porre le basi per risollevarci da un'altra guerra, imprevedibile, inattesa e mossa da un nemico invisibile, che ci ha profondamente destabilizzato ma che abbiamo comunque combattuto e stiamo combattendo. Lo fa il mondo, lo fa il nostro Paese, lo fa la nostra Città. Arezzo è una città solidale e operosa, capace di sacrificio e altruista, pronta a condividere l'idea di un bene comune da perseguire anche a scapito della propria individualità; ma al contempo è fiera e resistente, forte abbastanza da sprigionare tutte le energie necessarie alla rinascita, e per tutto questo, e a buon titolo, il Milite Ignoto è nostro concittadino".

Ed il primo cittadino ha terminato "ma mi piace sottolineare anche un altro aspetto. Questo fante, voluto come "di nessuno" e divenuto "di tutti", ci ricorda quello che è stato il sacrificio di una generazione di giovani, e il pensiero non può non andare alle ragazze e ai ragazzi di oggi, qualche volta smarriti in un mondo che corre troppo veloce, che si muove in superficie, ma per questo fragile e vulnerabile, come ha dimostrato di essere in questo tempo. Raccontare a loro il gesto eroico, il coraggio e la generosità, i sentimenti, le speranze e i sogni dei giovani di ieri, spiegare perché si è potuto scegliere di mettere in gioco la propria vita, trasmettere la memoria storica nazionale ed i valori fondanti dello Stato, è un nostro impegno; ed è un nostro dovere fare in modo che tutto questo non si limiti ad una sterile commemorazione del passato, ma si trasformi per i giovani in una risposta alla loro esigenza, più o meno consapevole, di trovare il giusto entusiasmo e le giuste motivazioni sulle quali costruire il loro futuro. Probabilmente, questo nuovo nostro concittadino era un coetaneo dei nostri ragazzi: sarebbe bello diventasse loro amico, una compagnia ideale con cui percorrere un pezzo di strada verso la formazione delle donne e degli uomini di domani".


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