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Attualità sabato 10 giugno 2017 ore 22:30

Mugnai: "non mandiamo in pensione la Fossombroni"

Verrà chiesto un incontro al Sindaco: "no all'accorpamento con la Fraternita del Laici"



AREZZO — Preoccupazioni della Cgil, sia della Segreteria confederale che del Sindacato Pensionati, sul futuro della casa di Riposo Fossombroni.

"L'invecchiamento della popolazione e la crisi sociale dovrebbero indurre un'Amministrazione comunale ad accentuare la sua attenzione verso le strutture per anziani, in modo particolare verso quelle delle quali è direttamente responsabile, come la Casa di Riposo Fossombroni - commenta il Segretario provinciale della Cgil, Alessandro Mugnai. Invece registriamo una tendenza esattamente opposta: dimissioni di consiglieri, decadenza del CdA, incertezze sulle strategie future. Un silenzio rotto soltanto da alcune indiscrezioni come quella di un possibile accorpamento con la Fraternita dei Laici".

"Questa non è soltanto una struttura per anziani - commenta Giuseppe Selvi,Segretario provinciale dello Spi Cgil. Quella che tradizionalmente viene chiamata la Casa Pia è il simbolo dell'assistenza agli anziani in questa città, soprattutto a quelli che non erano e non sono nelle condizioni di ricorrere al privato. In questi anni la sua gestione è stata efficiente ed ha risposto alle esigenze dei suoi ospiti. Se il Comune intende fare cambiamenti, vorremmo capire di che natura saranno e per quali obiettivi".

Il "matrimonio" con la Fraternita non convince la Cgil. "In questi anni l'Asp Fossombroni si è fatta carico di investimenti significativi: la messa a norma dell'edificio, gli interventi sulla chiesa adiacente, la qualificazione dei servizi - ricorda Mugnai. E tutto questo con una scarsa attenzione da parte delle amministrazioni che si sono succedute. Nel 2004 fu addirittura ventilata l'ipotesi di un vendita del prestigioso immobile. Negli anni passati si è distinta positivamente solo la fase di assessorato alle politiche sociali guidato dall’attuale senatrice Donella Mattesini. Da parte sua la Direzione dell'Asp è riuscita a mantenere i conti in equilibrio e a offrire servizi efficienti e di qualità. Non solo: la sua attività aveva anche determinato, per l'allora Presidente Fabio Diana, la Presidenza nazionale delle case di riposo pubbliche. Per queste ragioni non comprendiamo lo stato d'incertezza che si è creato. E del quale vorremmo chiedere ragione all'Amministrazione Ghinelli".

L'ipotesi Fraternita non convince assolutamente la Cgil. "La Fossombroni ha i conti in attivo, i suoi servizi sono valutati positivamente dai sindacati pensionati, la Direzione è di buon livello - sottolinea Alessandro Mugnai. Per quali ragioni l'Asp è priva di Consiglio d'Amministrazione? O, domanda di riserva, perché non viene rapidamente rieletto? Inoltre vorremmo conoscere la reale consistenza dell'ipotesi Fraternita dei Laici e la sua finalità. La Casa di Riposo non è in una situazione gestionale incerta. Tutt'altro. Perché non mettere a punto un progetto di sviluppo invece di ipotizzare un suo inglobamento in un'altra azienda e quindi la sua sostanziale perdita di autonomia e identità?".

La Cgil insiste quindi per il mantenimento dell'Asp Fossombroni. "E della Casa di riposo nel suo attuale immobile - conclude Mugnai. Le cattive idee sono le ultime a morire e non vorremmo che vecchie ipotesi di trasferimento e quindi di trasformazione della destinazione d'uso stessero per essere resuscitate. Guai a una sola ipotesi del genere. I sindacati, e non solo quelli dei pensionati, si mobiliterebbero contro questa ipotesi".


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