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Politica lunedì 14 giugno 2021 ore 16:31

Pd: "Abuso di alcol e droghe, il Comune cosa fa?"

Donella Mattesini, Consigliere comunale Pd

Per i consiglieri del principale partito d'opposizione occorre che l'Amministrazione cittadina metta al primo punto questi fenomeni di disagio



AREZZO — Arezzo sta vivendo una situazione di grave emergenza sociale. Sempre più giovani e giovanissimi cercano nello "sballo" un motivo di divertimento. La città, negli ultimi tempi, si è trovata davanti ad un fenomeno che non aveva mai conosciuto con questa intensità e diffusione. 

Sull'argomento intervengono intervengono i consiglieri comunali Pd, Valentina Vaccari e Donella Mattesini.

"Si abbassa l’età del primo spinello, ci si sballa con l’alcol fino al coma etilico, si esce per fare a pugni, per violare le regole o fare danni, come spaccare i vuoti di bottiglie contro i palazzi del centro storico o vomitare, urinare e defecare su portoni e garage.

Protagonisti, sempre più spesso i minorenni. Qualcosa nella società sta degenerando. Colpa delle famiglie, del Covid ma forse anche dell’assenza di un’adeguata azione amministrativa? Basta additare i ragazzi! Anche loro sono le vittime di un disinteresse diffuso. Noi consiglieri di minoranza riteniamo fondamentale interrogarci sulle cause che hanno portato Arezzo, anche prima della pandemia, ad essere in Italia tra le città con il più alto uso di alcool e stupefacenti, di dispersione scolastica e con un numero elevatissimo di giovani NEET, ossia che non studiano e non lavorano. Sindaco e Giunta dovrebbero ritenere tutto ció una priorità, un dovere fondamentale. Ma come chiedere questo ad un’Amministrazione che ha eliminato l’Assessorato che univa Cultura e Politiche giovanili? L’Amministrazione Tanti-Ghinelli ha depennato gli uffici cultura, trasformato la gestione pubblica di cultura e servizi in privata, eliminato i bandi pubblici, a cui chiunque poteva concorrere. Questa Amministrazione ha la responsabilità prioritaria di aver smantellato un assessorato - quello cultura e politiche giovanili - che garantiva una rete sociale in città che, oltre a mettere in relazione tutte le varie realtà del territorio, gestiva la vita dei cittadini e ne garantiva il controllo. La pandemia ha alterato la vita di tutti, questo è vero, lo sport e i momenti di svago sono stati azzerati e le energie dei ragazzi sono state compresse dal lockdown. Ma adesso dobbiamo dare priorità ai nostri ragazzi, riconoscerne i diritti e assumerci la responsabilità di accompagnarli nella loro crescita. I giovani hanno bisogno di esprimere la propria energia, di socializzare, di sentirsi valorizzati e di partecipare attivamente. Potremmo istituire delle modalità di auditing delle realtà giovanili, per capire bisogni ed esigenze. La nostra Città lamenta un vuoto di proposte rivolte ai giovani. L’Amministrazione ha il dovere di pensare a loro, di impegnarli e aiutarli a costruire la loro identità. Riapriamo la Fortezza Medicea, attiviamo il Teatro Petrarca, l'Auditorium Fiere e Congressi e il Teatro della Bicchieraia con eventi di musica pop, rock, classica o jazz e spettacoli teatrali, allestiamo i nostri parchi cittadini con cinema all’aperto solo per i nostri ragazzi, offriamo un ventaglio variegato di iniziative nelle piazze del centro storico: ballo, comicità, cabaret. Coinvolgiamo le associazioni e i professionisti del territorio. Valorizziamo le nostre risorse a km 0. La nostra Città ha il dovere di progettare una rinascita culturale-creativa che pensi ai ragazzi che hanno tanto sofferto in questo periodo, che sono il nostro presente e rappresentano il nostro futuro. Non dobbiamo far loro credere che svago e divertimento equivalgano a sbronzarsi all’interno della città 'blindata' del centro storico. La tendenza diffusa a rompere gli schemi, le regole e a rifugiarsi nei social è aumentata con il perdurare della pandemia e delle restrizioni. Ció non equivale a demonizzare i social, tuttavia registriamo il disimpegno dell’Amministrazione che non punta sulla cultura e sulle politiche giovanili. Diversamente, crediamo che dovrebbe collaborare con i professionisti del settore e le istituzioni come scuole e Ser.D sia per attuare percorsi educativi nelle scuole, alfabetizzare i ragazzi ad uso consapevole della rete e insegnar loro a leggere criticamente la realtà senza sottovalutare le conseguenze delle proprie azioni sia per sostenere le famiglie in questo difficile momento, implementando lo spazio famiglia e collaborando con la scuola". - concludono Vaccari e Mattesini.

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