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Politica martedì 11 agosto 2020 ore 12:23

​Ralli progetta un ponte per ricollegare la città

Il candidato sindaco del centrosinistra spiega il suo progetto. “Dopo il Covid si è ritrovato il senso dell'impegno civile”



AREZZO — Un “ponte” coi “paesi” intorno ad Arezzo che non sono più frazioni. Un “ponte” col governo toscano per portare ad Arezzo risorse e progettualità che “non la rendano più isolata dal contesto regionale come è oggi”. Un “ponte” con Roma e Bruxelles per aprire tavoli negoziali e di dialogo utili a dare gambe al progetto per Arezzo che Luciano Ralli sta affinando negli incontri con cittadini e associazioni. L'idea del “ponte” è il canovaccio che immagina se a Palazzo Cavallo gli aretini destineranno il medico con la passione (e la militanza) per la politica.

Ci sono le premesse per fare un grande progetto nella prossima legislatura. Il viaggio nelle frazioni è molto importante: raccolgo molte istanze della gente che attende da tempo la risoluzioni dei problemi. Io parlo di paesi, non di frazioni, perchè hanno un'identità forte, non solo geografica. La gente chiede maggiore sicurezza, il miglioramento della viabilità, la manutenzione delle aree a verde pubblico che negli ultimi anni è peggiorata e l'illuminazione di intere zone, condizioni importante ai fini della sicurezza”, spiega Ralli con accanto gli esponenti della lista civica CuriAmo Arezzo guidata da Michele De Angelis (primario di Urologia al San Donato) nella sede elettorale appena inaugurata.

Il candidato sindaco del centrosinistra sa di poter contare su una squadra composita fatta in larga parte da professionisti (non mancano giovani e neolaureati) che “pesca” consensi un un bacino ampio della società aretina. “CuriAmo Arezzo” è una delle civiche della coalizione che assieme ad Arezzo 2020 batte il tasto sull'impegno civile di una fetta rappresentativa della società.

Ma come sono gli aretini dopo il lungo lockdown? 

Ralli risponde da candidato sindaco ma con un rimando all'esperienza sanitaria vissuta sul campo insieme ai colleghi all'ospedale San Donato: “Gli aretini sono preoccupati per la situazione economica, ma la nostra città ha risorse imprenditoriali, sociali e morali per affrontare la sfida dei prossimi anni. Sarà dura ma ce la faremo perchè abbiamo quello che io definisco il 'modello Arezzo', cioè l'impegno quotidiano. Siamo una 'città del fare' e gli aretini si danno da fare indipendentemente dall'aiuto che possono ricevere dalle istituzioni”. 

Già, le istituzioni. Cosa può e deve fare il Comune per favorire la ripartenza? 

Ralli sta coi piedi per terra: “L'amministrazione non può avere un atteggiamento passivo. Anche se non ha il compito di trovare posti di lavoro, può sostenere famiglie e imprese anzitutto cambiando l'atteggiamento di chiusura tenuto finora dal sindaco Ghinelli nei confronti della Regione, del governo e dell'Europa sopratutto sul versante delle risorse per dare risposte ai problemi della città. Da questo punto di vista, vorrei essere un sindaco che fa da ponte: ai tavoli negoziali bisogna andarci con la propria identità e determinazione ma anche aperti al dialogo perchè solo così possiamo collaborare. Vorrei essere un sindaco che fa da collante per la comunità: dal centro storico ai quartieri urbani, ai 49 paese che circondano la città”.

Uno degli elementi che in questa campagna elettorale salta agli occhi è la presenza – consistente – di medici in tutte le liste che corrono per Palazzo Cavallo. Perchè? Colpa del Covid? 

Il candidato sindaco del centrosinistra sorride e dà la sua lettura: “Ci sono sempre stati, forse oggi un po' di più. Posso dire che dentro l'ospedale dove lavoro, c'è una nuova consapevolezza del ruolo dell'operatore sanitario e della sanità pubblica, l'importanza del rapporto tra sanità ed economia perchè una società malata non è economicamente valida. Penso che dopo l'esperienza del Covid si sia ritrovato il senso dell'impegno civile”. 

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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