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Attualità giovedì 19 maggio 2016 ore 15:39

Ricreazione a chilometro zero

Settimana della merenda sana per 18 classi e 400 ragazzi delle scuole aretine. Le aziende agricole Coldiretti forniscono i prodotti



AREZZO — Merendina confezionata? “No grazie! io la merenda a scuola la faccio con pane e olio, pane e marmellata, yogurt, e frutta di stagione!”. Potranno rispondere cosi, alla domanda, i tantissimi ragazzi delle scuole primarie coinvolti in una delle tante iniziative legate al progetto sulla corretta e sana alimentazione che Coldiretti Arezzo sta portando avanti nelle scuole della provincia di Arezzo in collaborazione con il Movimento Donne Impresa, la rete degli operatori di fattoria didattica e professionisti della LILT e UISP che, nel corso di questa settimana, vede la realizzazione di merende a Km zero a ragazzi, con le aziende Coldiretti- Campagna Amica che forniscono alle scuole solo prodotti di stagione per fare una sana e genuina ricreazione. 

Le cifre parlano chiaro e descrivono perfettamente la vera e propria mobilitazione che Coldiretti Arezzo ha messo in campo per promuovere tra i giovani, e quindi anche nelle loro famiglie pienamente coinvolte nel progetto, questo concetto di alimentazione salutare e corretta: Montevarchi, Soci, Bibbiena e Foiano sono i Comuni aretini coinvolti, 18 le classi che usufruiranno del servizio per oltre 400 ragazzi delle scuole e le aziende agricole Coldiretti protagoniste nella fornitura dei prodotti. E’ indispensabile educare ad una adeguata alimentazione e valorizzare la conoscenza delle “tradizioni alimentari”, ragioni per le quali sono stati previsti incontri con esperti del settore che hanno relazionato agli alunni su queste tematiche.

“L’obiettivo di introdurre nuovi ed efficaci criteri di educazione alimentare a scuola, partendo dalle colazioni per la ricreazione mattutina - spiega il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi - non più, infatti, merendine, bevande gasate o altri prodotti industriali, ma cibo a chilometri zero, con i migliori ingredienti provenienti dalle campagne e dalle aziende aretine accreditate alla rete di Campagna Amica che stanno portando nei plessi scolastici colazioni a base di frutta e yogurt nonché pane e marmellata e olio a chilometro zero nell’ambito di un giusto ed equilibrato apporto calorico, proteico e vitaminico migliorando la qualità complessiva dell’offerta scolastica anche sotto l’aspetto dell’educazione alimentare”. 

Altro aspetto decisivo – insiste Rossi - “il contatto con le aziende agricole, le fattorie didattiche, con chi opera nel territorio, con chi produce e che è detentore della nostra tradizione e cultura è un mezzo efficiente ed efficace per far conoscere ai ragazzi il loro territorio, la nostra cultura alimentare e riportare nelle famiglie questa conoscenza, promuovendo al contempo il territorio e le nostre aziende agricole. Il progetto intende, inoltre, favorire la crescita e l'ampliamento dell'attività e si propone quindi come interessante integrazione di reddito per le aziende agricole, oltre che strumento per le istituzioni per la valorizzazione del settore agroalimentare”. 

Dal punto di vista del suo forte impegno sociale poi, “Coldiretti Arezzo è in campo - spiega il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli - in questo modo, anche per combattere le grandi patologie correlate all’alimentazione: dall’obesità alle malattie cardio-vascolari, dai tumori al diabete, valorizzando le azioni che permettono di prevenire e di curare tali pandemie fin dall’età adolescenziale. Coldiretti Arezzo sta assumendo sempre più, quindi, un ruolo centrale come protagonista sul territorio nella sicurezza alimentare, perché per i bambini e gli adolescenti, la famiglia e la scuola rappresentano il luogo privilegiato dove si sviluppano i modelli sugli stili di vita alimentari e ambientali”. “L’introduzione della ricreazione a chilometro zero, firmata da Campagna Amica, nelle scuole coinvolte– conclude Marcelli - è il segno tangibile di come il progetto di Coldiretti abbia ormai conquistato tutte le età, non solo adulti attenti alla corretta alimentazione ma anche ragazzi moderni che vogliono mangiare bene e con gusto e l’esperienza realizzata rappresenta uno dei passi concreti che l’associazione sta portando avanti per favorire l’impiego dei prodotti a km 0 nei bandi relativi ai menù delle scuole, così come previsto dalla legge”.


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