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Attualità venerdì 27 maggio 2022 ore 09:35

Tari, così l'aumento dei costi finisce in bolletta

Approvate dal consiglio le pratiche relative alla tassa sui rifiuti. Pef a + 2,8% per effetto del metodo Arera. Sacchetti "nessun potere d'azione"



AREZZO — Tassa sui rifiuti e aumenti, una questione spinosa che continua a tenere banco. Partendo dal Piano economico-finanziario del servizio rifiuti per l’anno 2022, gli assessori Alberto Merelli e Marco Sacchetti, proprio nel consiglio comunale di ieri, sono pervenuti a illustrare le tariffe Tari per l’anno in corso.

Il piano registra un costo totale del servizio a carico del Comune di Arezzo di 20.194.000 euro con un più 2,8% rispetto al 2021.

“Come è oramai noto – ha rilevato l’assessore Marco Sacchetti – l’ente locale è spogliato dalle sue storiche funzioni. Mentre fino al 2019/2020 c’era una correlazione tra progettualità dei servizi ed effetti sul Pef, oggi non esiste più questo rapporto diretto a causa dei criteri tariffari sostanzialmente stravolti”.

“La possibilità di utilizzare la fiscalità generale per ridurre la Tari – ha ricordato l’assessore Alberto Merelli – non è ammessa nel 2022 come lo era nel 2021”. “In realtà – ha aggiunto l’assessore Marco Sacchetti – con il socio industriale abbiamo una collaborazione e confido, anche sulla base delle prime simulazioni che ci sono state fornite, che le performance ambientali ottengano gli obiettivi prefissati, anche per quanto riguarda il bilanciamento dei costi del servizio. Per quanto riguarda Aisa impianti, posso dire che la giunta Ghinelli lascerà in eredità una società che vale cinque volte più in termini di capitalizzazione. È un patrimonio pubblico ottimizzato”.

“Quando si è profilata l’eventualità – ha dichiarato il sindaco Alessandro Ghinelli – di un’Ato unica della Toscana, in funzione delle difficoltà dell’Ato Toscana centro nello smaltimento dei rifiuti lì prodotti, la conseguenza sarebbe stata la libera circolazione dei rifiuti nel territorio regionale. Con Ato sud e Ato costa che avrebbero dovuto accettare supinamente i rifiuti dell’area fiorentina. Tutti i sindaci dell’Ato Toscana sud si sono subito opposti a questa Ato unica finché non è subentrata una soluzione diversa che si fonda sugli accordi tra gli Ato esistenti per trasferire i rifiuti tra l’uno e l’altro non in maniera automatica ma solo in caso di situazioni emergenziali. E queste hanno un inizio e una fine. 

La definirei una compensazione di mutuo soccorso, l’unica garanzia che abbiamo per far sì che questo transito tra centro e periferia avvenga sotto controllo e solo su richiesta della regione e approvazione dell’assemblea dei sindaci di Ato Toscana sud. In questa sede possiamo dire, forti dell’efficienza del nostro sistema, dove e quando conferire i rifiuti altrui. Ricordo poi che nei primi anni di mandato, abbiamo fatto di tutto per addivenire a una diminuzione della tariffa e cito la reinternalizzazione della gestione degli avvisi di pagamento. Al di là dell’aspetto specifico, le positive conseguenze di lungo respiro sono state la riduzione dell’evasione e della elusione, visto che il Comune di Arezzo si è sostanzialmente reimpossessato del database delle utenze. Dal 2020 è cambiato il mondo, per lo meno per due motivi: il primo è che ci siamo trovati a trattare con un nuovo metodo tariffario che si basa sulla copertura dei costi del gestore. Il secondo motivo è che oggi in Sei Toscana c’è un partner che ha partorito un piano industriale degno di questo nome. Se è vero che dobbiamo pagare in base all’efficienza del gestore, abbiamo la garanzia che quest’ultimo, in virtù della nuova composizione societaria, ha svoltato verso un approccio tale che confido sia foriero di un futuro abbassamento dei costi e, a cascata, delle tariffe”.

Al di là dell’aumento del Pef del 2,8%, per effetto del metodo Arera le tariffe per le utenze domestiche subiranno un incremento maggiore. Il metodo suddetto, infatti, rovescia il rapporto tra parte fissa della tariffa, pagata in base alla superficie occupata, e parte variabile, quella che dipende dal numero dei componenti del nucleo familiare, a vantaggio di quest’ultima.

Venendo alle utenze non domestiche, è stato innanzitutto rilevato come lo scorso anno, a carico del bilancio comunale, erano state finanziate per alcune categorie, ad esempio cinema, teatri e ristorazione, le più colpite dagli effetti della pandemia, consistenti riduzioni della Tari a carattere straordinario. “Questa situazione – ha concluso Merelli – è fondamentalmente venuta meno ma allo stesso tempo sarebbe stato penalizzante far tornare a pagare la Tari ‘piena’ a queste imprese. Per esse, dunque, l’aumento tariffario previsto per il 2022 viene attenuato per evitare uno ‘choc fiscale’".


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