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Attualità domenica 01 agosto 2021 ore 15:16

"Un nuovo progetto per il San Donato e il Pionta"

E' la proposta che la "Fabbrica delle Idee" lancia al sindaco. L'Associazione auspica unità di intenti per risolvere il problema della sanità aretina



AREZZO — Prosegue il dibattito sulla sanità aretina. Da più parti si è alzato il coro della protesta, di chi ritiene necessario rivedere il concetto dell'Area Vasta e ripensare le logiche che hanno portato alla creazione delle cosiddette Aslone.

Il Comune di Arezzo in questa battaglia si è schierato in prima linea proponendo un referendum cittadino, che potrebbe essere anche allargato ad altre realtà territoriale. Anche le altre forze politiche, di maggioranza e opposizione, hanno sollecitato interventi urgenti per ridare "dignità" alla sanità aretina. 

Sull'argomento interviene anche l'Associazione "La Fabbrica delle Idee" e lo fa con una lettera aperta al sindaco Ghinelli.

"Occorre assumere un'iniziativa che unisca la città sui temi della politica sanitaria - si legge nella lettera.  Già lo scorso febbraio avevamo inviato un documento sul quale le chiedevamo di prendere iniziative a tal proposito. Il possibile accesso ai finanziamenti del PNRR e MES suggeriva di promuovere un progetto, assieme ai soggetti interessati, che coinvolgesse l’ospedale San Donato e l’area del Pionta. 
L'obiettivo era la realizzazione di una zona dedicata ai servizi socio-sanitari e di formazione. Una proposta che tendeva a riqualificare il nostro nosocomio ed un area soggetta al degrado.

La risposta, in modo indiretto, ci è pervenuta con la sua recente iniziativa per un referendum sull'Area Vasta - scrivono dall'Associazione.
In questi mesi il dibattito sui temi sanitari è cresciuto e da più parti è emersa la necessità di una verifica della funzionalità del modello di Area Vasta in vigore da 5 anni.
Un modello organizzativo ispirato dalla necessità di ridurre la spesa sanitaria, conseguente ai tagli delle risorse finanziarie perseguito da tutti i governi, da tutte le maggioranze che si sono succedute dal 2010 fino ad oggi. 

La pandemia ha messo in evidenza i grossi limiti di quella politica. Il vero problema è correggere le disfunzioni di una catena di comando che ha allungato le distanze con gli operatori professionali, con sovrapposizioni e distorsioni incomprensibili nella distribuzione delle risorse. Tutto ciò ha contribuito a deresponsabilizzare gli operatori sul campo. Bisogna salvaguardare gli aspetti positivi di quel modello come la rete e le integrazioni fra i presidi, i distretti con le Università. 

In sintesi, in attesa della conferenza che la Regione intende promuovere con tutti i soggetti interessati sulla sanità, il Comune potrebbe promuovere un progetto relativo al "San Donato" ed all’area del Pionta.
Altri temi da affrontare sono quelli relativi alla realizzazione di strutture territoriali per la diagnostica di primo o secondo grado, in collaborazione alla medicina territoriale. Occorre ripensare ad un nuovo modello di gestione delle Rsa, ai temi della formazione, delle nuove tecnologie ed al ruolo degli ospedali di comunità rispetto al "San Donato".

La sanità aretina, pur con le sue qualità, ha registrato un impoverimento ed oggi richiede un forte impegno ed unità d’intenti per risollevarsi" - conclude l'Associazione "La Fabbrica delle Idee".


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