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Attualità lunedì 27 luglio 2020 ore 23:30

Cessione Arezzo calcio, la politica va nel pallone

Ghinelli stigmatizza le dichiarazioni degli esponenti Pd contro il suo operato in questa fase. Intanto il sindaco sente La Cava e si dice fiducioso



AREZZO — Oggi c'è stato un altro attacco di alcuni consiglieri del Pd al sindaco Ghinelli. Fin qui nulla di strano, è nella logica del dibattito e della campagna elettorale. Questa volta però le contestazioni mosse al primo cittadino riguardano la sua gestione della vicenda Arezzo calcio. 

E allora la cosa si fa più interessante, paradossalmente diventa perfino più seria perché coinvolge proprio tutti, anche quelli che non sono interessati ai "veleni" di Palazzo Cavallo. 

La politica, infatti, nel calcio ci sta come il cavolo a merenda e l'unica funzione che ha, e deve avere, è quella di favorire le soluzioni, aiutare, unire e non certo quella di dividere.

La società sportiva è in procinto di essere venduta ma, a pochi giorni dalla scadenza del termine per l'iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro, ancora la tanto attesa firma dal notaio non c'è stata. La città è in apprensione, i tifosi sono seriamente preoccupati e il sindaco si barcamena cercando soluzioni atte a garantire la prosecuzione del calcio ad Arezzo. Oggi l'arrembaggio dei consiglieri del Pd al sindaco, che non si è fatto pregare per rispondere. "Siccome ho sempre pensato che chi ha più testa deve usarla - sostiene Ghinelli - non voglio trascinare l'Arezzo calcio e il suo futuro nelle sabbie mobili di una campagna elettorale cominciata come temevo, con toni da propaganda e polemiche strumentali. Anche sulla nostra squadra.
Leggere in un comunicato stampa a firma Pd, che il sindaco rema contro e che propone alla città affronti e sciagurati programmi, è risibile. Come è volgare, surreale e inverosimile attribuire a fantomatici consiglieri del sindaco speranze di fallimento della Ss Arezzo"
.

Ghinelli, poi, precisa di essere in stretto contato con il presidente amaranto La Cava, che continua a dimostrarsi ottimista per una rapida e positiva conclusione delle trattative di cessione della società. Il sindaco, comunque dichiara di lavorare anche ad un eventuale piano B.

"Per senso di responsabilità, però, devo anche preparare la città a una seconda opzione, che riguarda una ripartenza dai dilettanti. Un sindaco, specie in un periodo storico come questo, di grande sofferenza economica per la crisi legata all'emergenza Covid e a soli due anni dal precedente salvataggio del club amaranto, non può esimersi dal valutare ogni scenario. In virtù di ciò ho spiegato in consiglio comunale che c'è un gruppo di imprenditori locali disposti a valutare la gestione di una società pulita, sgravata dei costi di gestione e dei debiti attuali, anche a costo di ripartire da una categoria inferiore. Non sono corvi né avvoltoi. Il fatto è che purtroppo la situazione finanziaria attuale è quella che è e questo non è imputabile né al sindaco, né alla gente, né a possibili acquirenti - conclude Ghinelli che si augura, a nome di tutta la città, che le trattative per la cessione dell'Arezzo, messe in piedi da La Cava, vadano finalmente in porto.

Siamo giunti ai tempi supplementari di questa vicenda e tutti sperano che non si arrivi alla lotteria dei rigori.



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